Il pignoramento presso terzi è una procedura con cui i creditori, tra cui l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, possono recuperare somme di denaro direttamente da un conto corrente, dallo stipendio o dalla pensione del debitore.
Se hai ricevuto un atto di pignoramento, significa che l’ente ha bloccato una parte o la totalità delle somme depositate sul tuo conto, notificando il pignoramento alla tua banca. Ma quali somme possono essere pignorate e quali sono le strategie per difendersi?
In questo articolo analizzeremo:
✅ Come funziona il pignoramento dell’Agenzia delle Entrate
✅ Quali somme sono pignorabili e quali sono i limiti di legge
✅ Come difendersi legalmente e come fare opposizione
✅ Le tempistiche da rispettare per evitare il blocco delle somme
Se il tuo conto è stato bloccato o hai ricevuto un avviso di pignoramento, continua a leggere per capire come proteggere i tuoi soldi!
1. Come l’Agenzia delle Entrate pignora i tuoi conti
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione può avviare un pignoramento presso terzi per recuperare crediti derivanti da tasse non pagate, multe, contributi INPS e altre imposte dovute allo Stato.
🔹 Come avviene il pignoramento?
La procedura segue questi passaggi:
1️⃣ L’Agenzia delle Entrate invia un atto di pignoramento alla tua banca o al tuo datore di lavoro (se riguarda lo stipendio).
2️⃣ Il terzo pignorato (banca o datore di lavoro) deve dichiarare quali somme sono disponibili.
3️⃣ Il giudice dell’esecuzione fissa un’udienza di assegnazione per decidere se e quanto trasferire al creditore.
4️⃣ Le somme rimangono bloccate fino alla decisione del giudice.
Se il pignoramento riguarda un conto corrente e non hai fondi sufficienti, il pignoramento potrà colpire anche i successivi accrediti, fino alla concorrenza del debito.
2. Quali somme sono pignorabili e quali no?
L’art. 545 c.p.c. stabilisce limiti precisi su quali somme possono essere pignorate e in quale misura.
🔹 A) Pignoramento del conto corrente
Se l’Agenzia delle Entrate pignora il conto bancario, ci sono due situazioni diverse da considerare:
- Se le somme erano già presenti prima del pignoramento:
✅ Impignorabili fino al triplo dell’assegno sociale, ovvero 1.603,23 euro.
✅ Se il saldo disponibile è inferiore a questa cifra, il creditore non può toccarlo. - Se le somme vengono accreditate dopo il pignoramento:
❌ Sono pignorabili nei limiti stabiliti dalla legge (vedi stipendio e pensione).
🔹 B) Pignoramento dello stipendio e della pensione
Se il pignoramento riguarda lo stipendio o la pensione, si applicano limiti ben definiti:
- Per debiti ordinari:
- ✅ Pignorabile solo 1/5 dello stipendio netto
- ✅ Pignorabile solo 1/5 della pensione, ma con un minimo vitale impignorabile (801,62 euro nel 2024).
- Per debiti con l’Agenzia delle Entrate (art. 72-ter DPR 602/1973):
- 1/10 per stipendi fino a 2.500 euro
- 1/7 per stipendi tra 2.500 e 5.000 euro
- 1/5 per stipendi oltre 5.000 euro
💡 Se il pignoramento supera questi limiti, è possibile fare opposizione!
Nel caso del pignoramento dello stipendio da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (art. 72-ter DPR 602/1973), i limiti si applicano allo stipendio netto, cioè dopo la detrazione delle tasse e dei contributi previdenziali.
🔹 Quindi, il calcolo del pignoramento va fatto sul netto percepito dal lavoratore, non sul lordo.
📌 Esempio pratico:
Se un lavoratore ha uno stipendio lordo di 3.000 euro, ma dopo le trattenute fiscali e contributive riceve 2.200 euro netti, il pignoramento sarà calcolato su 2.200 euro, non sui 3.000 euro.
- In questo caso, si applicherebbe il limite del 1/10 (per stipendi netti fino a 2.500 euro).
3. Come difendersi dal pignoramento dell’Agenzia delle Entrate
Se hai subito un pignoramento e ritieni che sia illegittimo o eccessivo, hai diverse opzioni per difenderti legalmente.
🔹 A) Opposizione all’assegnazione delle somme
Se la banca ha bloccato più soldi del dovuto, si può presentare opposizione all’assegnazione, chiedendo che le somme impignorabili vengano sbloccate.
🔹 B) Contestazione della dichiarazione della banca (art. 548 c.p.c.)
Se la banca ha dichiarato disponibilità di somme superiori a quelle realmente pignorabili, il debitore può contestare questa dichiarazione in tribunale.
🔹 C) Opposizione al pignoramento (art. 615 c.p.c.)
Se ritieni che il pignoramento sia illegittimo (perché non ti è stato notificato correttamente o colpisce somme impignorabili), puoi proporre opposizione all’esecuzione.
🔹 D) Conversione del pignoramento (art. 495 c.p.c.)
Se vuoi evitare il blocco delle somme, puoi versare un importo equivalente al debito, chiedendo al giudice di sostituire il pignoramento con il pagamento rateale.
4. Entro quando fare opposizione o depositare memorie?
Se il giudice ha fissato un’udienza di assegnazione delle somme, il debitore deve rispettare precise scadenze per presentare opposizione:
📅 Se ad esempio l’udienza è l’8 maggio 2025:
- Opposizione al pignoramento (art. 615 c.p.c.) ➡ Prima dell’udienza
- Opposizione alla dichiarazione del terzo (art. 548 c.p.c.) ➡ Entro 10 giorni dalla notifica della dichiarazione
- Memorie difensive ➡ Almeno 7 giorni prima dell’udienza (➡ entro il 1° maggio 2025)
Se l’opposizione è accolta, il giudice può sospendere il pignoramento e ordinare lo sblocco delle somme.
5. Conclusione: come evitare il blocco del conto
Ricevere un pignoramento sul conto corrente o sullo stipendio può essere un’esperienza stressante, ma è importante sapere che esistono strumenti di difesa legali.
Se hai subito un pignoramento dall’Agenzia delle Entrate:
✅ Controlla quali somme sono realmente pignorabili
✅ Verifica la dichiarazione della banca e se ci sono errori
✅ Presenta opposizione se il pignoramento supera i limiti di legge
💡 Hai bisogno di aiuto per contestare un pignoramento? Contattaci per una consulenza personalizzata!