Negli ultimi anni, il mondo dei content creator è diventato una vera professione. Se guadagni creando contenuti su YouTube, Instagram, TikTok, Twitch o altre piattaforme e le tue entrate superano determinate soglie, aprire la Partita IVA è un passo obbligato per lavorare in regola.
In questa guida vedremo come aprire la Partita IVA come content creator, quali sono i passaggi burocratici e fiscali da seguire, quando è possibile operare con prestazione occasionale, come gestire gli obblighi di fatturazione elettronica e IVA su servizi esteri, e l’opzione di iscrizione al Registro delle Imprese con relativi contributi INPS come commerciante. 🚀
1️⃣ Quando è obbligatorio aprire la Partita IVA come Content Creator?
Se monetizzi attraverso:
- Google AdSense (YouTube)
- Donazioni su Twitch
- Collaborazioni con brand
- Vendita di corsi digitali o prodotti online
- Affiliazioni Amazon, Awin, ecc.
potresti dover aprire la Partita IVA.
Regola generale:
- Devi aprire la Partita IVA se la tua attività è abituale e continuativa (art. 2222 Codice Civile).
- Puoi evitare la Partita IVA solo se i tuoi incassi sono sotto i 5.000 € annui e l’attività è saltuaria (art. 44, D.L. 269/2003).
Attenzione! Anche se guadagni meno di 5.000 €, ma lavori con costanza creando contenuti, l’Agenzia delle Entrate può considerare la tua attività autonoma e richiedere l’apertura della Partita IVA (Circolare n. 7/E del 2001).
2️⃣ Prestazione Occasionale: Quando si può usare?
Molti content creator iniziano con la prestazione occasionale per evitare di aprire subito la Partita IVA. Questa modalità è valida solo se:
- Il compenso totale non supera i 5.000 € lordi annui (D.Lgs. 276/2003, art. 61).
- L’attività non è svolta in modo abituale e continuativo.
Esempio pratico:
- Se un’azienda ti paga 500 € per un post sponsorizzato su Instagram, e questa è l’unica collaborazione dell’anno, puoi operare con prestazione occasionale.
- Se ogni mese hai collaborazioni ricorrenti e monetizzi su YouTube, l’attività è abituale e serve la Partita IVA.
⚠️ Attenzione: Se usi spesso la prestazione occasionale per attività continuative, l’Agenzia delle Entrate potrebbe contestarne l’uso improprio e richiedere la Partita IVA.
3️⃣ Come aprire la Partita IVA come Content Creator?
Ecco i passaggi per aprire la Partita IVA come content creator e lavorare in regola.
📌 1. Scegli il Codice ATECO
Il codice ATECO identifica la tua attività. I più usati sono:
| Codice | Descrizione |
|---|---|
| 73.11.03 | Servizi di consulenza in comunicazione e relazioni pubbliche (in vigore dal 1° gennaio 2025, finalmente 🤩) |
| 74.90.99 | Altre attività professionali nca (content creator, influencer) |
| 59.11.00 | Produzione di contenuti audiovisivi (YouTuber, videomaker) |
📌 2. Scegli il Regime Fiscale
- Regime Forfettario (fino a 85.000 € annui) – imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni).
- Regime Semplificato o Ordinario(se superi gli 85.000 €) – tassazione IRPEF progressiva fino al 43%.
📌 3. Apertura della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate
Puoi aprirla:
- Da solo (gratuito, ma complesso) tramite il modulo AA9/12.
- Tramite un commercialista
4️⃣ Iscrizione alla Gestione Separata INPS
I content creator devono iscriversi alla Gestione Separata INPS, con un’aliquota del 26,23% sul reddito netto.
Trucchetto fiscale: I contributi INPS sono deducibili, quindi riducono l’imponibile su cui si pagano le tasse.
5️⃣ Quanto si paga di tasse nel regime forfettario?
| Fatturato annuo | Coefficiente di redditività (78%) | Reddito imponibile | Imposta sostitutiva (5%) |
|---|---|---|---|
| 30.000 € | 78% | 23.400 € | 1.170 € |
| 50.000 € | 78% | 39.000 € | 1.950 € |
Reddito netto annuo con 30.000 € di fatturato: circa 16.695 €.
6️⃣ Conviene aprire la Partita IVA come Content Creator?
Se vuoi lavorare in modo serio e professionale, aprire la Partita IVA è essenziale.
Alternativa: se guadagni meno di 5.000 € e l’attività è sporadica, puoi iniziare con prestazione occasionale.
7️⃣ Obblighi di Fatturazione Elettronica e IVA sui Servizi Esteri
Dal 1° gennaio 2024, anche chi aderisce al regime forfettario è obbligato alla fatturazione elettronica.
Cosa significa?
- Devi emettere fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio (SDI).
- Devi conservare le fatture in formato digitale.
- Se vendi servizi a clienti privati italiani, non devi applicare l’IVA (regime forfettario).
E se lavori con aziende estere? Molti content creator ricevono servizi da aziende come Google (AdSense), Amazon (affiliazioni) o Twitch. In questi casi, si applicano regole diverse:
- Autofattura per servizi ricevuti da aziende UE: devi integrare l’IVA con il meccanismo del “reverse charge”.
- Pagamenti da aziende extra-UE (USA, UK, ecc.): questi servizi sono fuori campo IVA, ma vanno comunque registrati.
8️⃣ Alternativa: Aprire la Partita IVA come Content Creator Impresa Individuale
Oltre all’apertura della Partita IVA come lavoratore autonomo iscritto alla Gestione Separata INPS, i content creator possono optare per l’apertura come impresa individuale, iscrivendosi alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS. Questa scelta può essere vantaggiosa se:
- Struttura organizzativa più ampia: hai collaboratori o dipendenti.
- Vendita di prodotti: offri merchandise, corsi online o altri beni.
- Accesso a finanziamenti: desideri usufruire di bandi e agevolazioni riservate alle imprese.
Contributi INPS per Impresa Individuale
I contributi per gli iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti si compongono di:
- Contributo fisso: dovuto indipendentemente dal reddito, ammonta a circa 4.500 € annui.
- Contributo eccedente: applicato sul reddito che supera una certa soglia, con un’aliquota del 24%.
Agevolazioni Contributive nel 2025
Nel 2025 sono previste due principali agevolazioni:
- Riduzione del 35% per i Forfettari: disponibile per chi adotta il regime forfettario, applicabile sia al contributo fisso che a quello eccedente. È necessario presentare domanda all’INPS entro il 28 febbraio di ogni anno.
- Riduzione del 50% per Nuove Partite IVA: riservata a chi si iscrive per la prima volta alla Gestione Artigiani e Commercianti nel 2025. L’agevolazione dura 36 mesi e si applica sia al contributo fisso che a quello eccedente.
Nota Bene: Le due agevolazioni non sono cumulabili. Chi apre una nuova attività nel 2025 può beneficiare della riduzione del 50% per i primi tre anni e, successivamente, richiedere la riduzione del 35% se continua ad operare in regime forfettario.
Confronto tra Gestione Separata e Gestione Artigiani e Commercianti
Di seguito una tabella comparativa dei contributi annuali dovuti in base al reddito, considerando le diverse gestioni e agevolazioni:
| Reddito Annuo (€) | Gestione Separata (26,23%) | Gestione Artigiani e Commercianti (24%) | Riduzione 35% Forfettari | Riduzione 50% Nuove Partite IVA |
|---|---|---|---|---|
| 10.000 | 2.623 € | 4.500 € | 2.925 € | 2.250 € |
| 20.000 | 5.246 € | 6.900 € | 4.485 € | 3.450 € |
| 30.000 | 7.869 € | 9.300 € | 6.045 € | 4.650 € |
| 50.000 | 13.115 € | 14.100 € | 9.165 € | 7.050 € |
Note:
- Gestione Separata: i contributi sono calcolati esclusivamente in percentuale sul reddito.
- Gestione Artigiani e Commercianti: include un contributo fisso di circa 4.500 € annui, più una percentuale sul reddito eccedente una determinata soglia.
- Riduzione del 35%: applicata sia sul contributo fisso che sulla parte eccedente.
- Riduzione del 50%: valida per i primi 36 mesi per le nuove Partite IVA nel 2025, applicata sia sul contributo fisso che sulla parte eccedente.
Considerazioni:
- Gestione Separata: conviene per redditi più bassi o in caso di attività non continuativa, poiché i contributi sono proporzionali al reddito senza importi fissi.
- Gestione Artigiani e Commercianti: può risultare vantaggiosa per chi prevede redditi più elevati e desidera beneficiare delle agevolazioni contributive disponibili nel 2025.