Avvisi bonari INPS 2026 per artigiani e commercianti

Avvisi bonari INPS 2026 per artigiani e commercianti: quali rate riguardano e cosa fare

L’INPS ha avviato una nuova emissione di avvisi bonari per gli iscritti alle Gestioni Artigiani e Commercianti. Le comunicazioni riguardano i contributi fissi con scadenza ad agosto 2025, novembre 2025 e febbraio 2026.

La novità è contenuta nel messaggio INPS n. 2775 del 9 settembre 2026. Chi riceve l’avviso dovrebbe controllare tempestivamente la propria posizione: la richiesta può dipendere da un versamento realmente omesso, ma anche da un pagamento eseguito e non correttamente abbinato.

Quali contributi sono interessati dagli avvisi bonari INPS 2026

La nuova elaborazione interessa le rate della contribuzione fissa dovuta dagli artigiani e dai commercianti con scadenza:

  • agosto 2025;
  • novembre 2025;
  • febbraio 2026.

Sono quindi coinvolti gli imprenditori individuali e, quando iscritti personalmente alla relativa Gestione INPS, i soci di società che esercitano attività artigianali o commerciali.

La comunicazione non riguarda invece, in quanto tale, i professionisti iscritti alla Gestione Separata o alle Casse professionali. Anche chi opera nel regime forfettario può però essere interessato se l’attività svolta comporta l’iscrizione alla Gestione Artigiani o Commercianti.

Dove trovare l’avviso bonario nel Cassetto previdenziale

Consultazione dell’avviso

L’avviso è disponibile nel Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti, nell’area dedicata agli atti emessi e agli avvisi bonari. L’INPS può inoltre trasmettere un avvertimento via e-mail al titolare della posizione o all’intermediario delegato, se nel Cassetto è stato registrato un indirizzo di posta elettronica.

Per conoscere importi, periodi e posizione interessata occorre comunque consultare il documento completo presente nel portale INPS.

Recupero del modello F24

Dal Cassetto previdenziale è possibile consultare anche le informazioni per regolarizzare la posizione e recuperare le codeline da utilizzare nel modello F24.

Prima di pagare è opportuno confrontare:

  • l’importo richiesto;
  • il periodo contributivo;
  • il codice azienda e il titolare della posizione;
  • i modelli F24 già presenti nell’archivio dell’impresa o dello studio;
  • la corretta attribuzione del versamento.

Cosa fare se i contributi risultano già pagati

La presenza di un avviso bonario non dimostra automaticamente che il versamento non sia mai stato eseguito. Il pagamento potrebbe essere stato effettuato con dati inesatti, attribuito a una posizione diversa o non ancora correttamente abbinato.

In questi casi non è consigliabile effettuare subito un secondo versamento. Occorre recuperare la quietanza dell’F24 e trasmetterla all’INPS tramite la comunicazione bidirezionale del Cassetto previdenziale, utilizzando la richiesta dedicata all’invio della quietanza di versamento.

È utile allegare:

  • copia leggibile del modello F24;
  • ricevuta telematica dell’addebito;
  • data e importo del versamento;
  • periodo contributivo interessato;
  • una breve descrizione dell’anomalia riscontrata.

La documentazione trasmessa e la ricevuta della comunicazione devono essere conservate.

Cosa fare se il pagamento è stato omesso

Se il controllo conferma l’omesso pagamento, bisogna determinare l’importo aggiornato e procedere con il modello F24 utilizzando i riferimenti presenti nel Cassetto previdenziale.

L’eventuale termine assegnato deve essere verificato nel singolo avviso: il messaggio INPS comunica l’avvio dell’elaborazione, ma non introduce una nuova scadenza generale identica per tutti.

Prima del pagamento è opportuno verificare che non vi siano sospensioni applicabili, versamenti effettuati con codici errati, cessazioni non recepite, duplicazioni o riduzioni contributive già richieste.

Cosa succede se l’avviso bonario viene ignorato

L’avviso bonario precede la fase di recupero esecutivo e permette al contribuente di pagare oppure di documentare l’eventuale errore.

Se il debito rimane insoluto, l’INPS può richiedere le somme mediante un avviso di addebito con valore di titolo esecutivo, con il rischio di ulteriori costi e dell’avvio della riscossione. Conviene quindi intervenire senza attendere l’atto successivo.

Avviso bonario INPS: la checklist dei controlli

  1. Accedere al Cassetto previdenziale e scaricare l’avviso completo.
  2. Individuare rate, periodi e importi contestati.
  3. Confrontare la richiesta con gli F24 pagati.
  4. Controllare codice sede, causale contributo, codeline e titolare.
  5. Inviare la quietanza se il pagamento risulta già effettuato.
  6. Regolarizzare la rata se l’omissione è confermata.
  7. Conservare avviso, F24, ricevute e comunicazioni.

Una corretta gestione degli adempimenti dell’impresa consente di confrontare rapidamente le richieste dell’Istituto con i pagamenti contabilizzati.

Assistenza per controllare l’avviso INPS

Fiscoimprese può verificare la corrispondenza tra l’avviso, la posizione previdenziale e i modelli F24, predisporre la comunicazione all’Istituto e assistere il contribuente nella regolarizzazione delle somme effettivamente dovute.

Il controllo preventivo può evitare duplicazioni di pagamento e ridurre il rischio che l’avviso bonario si trasformi in un atto esecutivo. Per una prima verifica è possibile contattare Fiscoimprese.

Domande frequenti sugli avvisi bonari INPS

Quali rate sono comprese nei nuovi avvisi bonari?

Le rate della contribuzione fissa per artigiani e commercianti con scadenza ad agosto 2025, novembre 2025 e febbraio 2026.

Dove si trova l’avviso?

Nel Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti. L’eventuale e-mail dell’INPS ha funzione di avvertimento e non sostituisce la consultazione del documento completo.

Cosa devo fare se ho già pagato?

Occorre recuperare la quietanza dell’F24 e trasmetterla tramite la comunicazione bidirezionale, indicando posizione e periodo interessati.

Devo pagare una seconda volta se l’F24 non risulta?

No: prima bisogna verificare i dati del versamento e chiedere all’INPS la corretta attribuzione della somma.

Cosa accade se non rispondo all’avviso?

Se il debito rimane insoluto, l’INPS può procedere con un avviso di addebito avente valore di titolo esecutivo.

Articolo aggiornato al 10 settembre 2026. Le informazioni hanno carattere generale e devono essere verificate rispetto alla singola posizione contributiva.