Aprire un tour operator significa creare e vendere pacchetti turistici combinando, ad esempio, trasporto, alloggio, visite ed esperienze. È un’attività con buone opportunità anche online, ma richiede molto più della semplice apertura della partita IVA: autorizzazione regionale, direttore tecnico, coperture assicurative, garanzia contro l’insolvenza, contratti corretti e una contabilità capace di gestire il regime IVA speciale.
Questa guida offre un percorso nazionale aggiornato al 2026. Le procedure amministrative cambiano però da Regione a Regione: prima di sostenere costi è indispensabile verificare la disciplina applicabile nella sede scelta.
Tour operator o agenzia di viaggi: la differenza
Il tour operator organizza il prodotto turistico e ne assume le responsabilità: combina più servizi e vende il pacchetto direttamente oppure attraverso agenzie. L’agenzia di viaggi svolge invece soprattutto un’attività di intermediazione tra cliente e organizzatore o fornitore.
Molte imprese svolgono entrambe le funzioni. La distinzione non è soltanto commerciale: modifica i contratti, gli obblighi verso il viaggiatore, il trattamento IVA, le garanzie e il rischio economico.
I requisiti per aprire un tour operator
1. Scegliere la forma giuridica
L’attività può essere esercitata come impresa individuale oppure in forma societaria. La scelta dipende da investimento, soci, rischio, personale e volume previsto.
- Impresa individuale: avvio più semplice e costi societari ridotti, ma responsabilità personale dell’imprenditore.
- Srl o Srls: maggiore separazione patrimoniale e struttura più adatta a soci, investitori e crescita, con più adempimenti e costi di gestione.
- Società di persone: possibile, ma da valutare con attenzione per la responsabilità dei soci.
Approfondisci le differenze tra impresa individuale e società.
2. Individuare il direttore tecnico
L’agenzia o il tour operator deve normalmente disporre di un direttore tecnico abilitato. Può essere il titolare, un socio, un dipendente o un professionista esterno, se possiede i requisiti e se il rapporto è compatibile con la normativa regionale.
Prima di sottoscrivere un contratto è opportuno verificare il riconoscimento dell’abilitazione, l’effettiva disponibilità della persona e gli eventuali limiti al cumulo di incarichi.
3. Presentare la pratica al SUAP
L’avvio passa normalmente dal SUAP competente per la sede dell’attività, mediante SCIA o altro procedimento previsto dalla legge regionale. La pratica può richiedere:
- denominazione dell’agenzia o del tour operator;
- titolo di disponibilità dei locali o indicazione della sede operativa;
- nomina e requisiti del direttore tecnico;
- polizza di responsabilità civile professionale;
- garanzia contro insolvenza o fallimento;
- dichiarazioni sui requisiti morali;
- eventuali allegati e diritti regionali o comunali.
Per un’attività online l’assenza di un negozio aperto al pubblico non elimina automaticamente il requisito di una sede né gli altri obblighi autorizzativi.
4. Aprire partita IVA e iscrivere l’impresa
Il codice ATECO di riferimento per l’attività dei tour operator è normalmente 79.12.00. Se si svolge anche intermediazione possono essere necessari ulteriori codici coerenti con l’attività effettiva.
La Comunicazione Unica consente di coordinare partita IVA, Registro delle imprese, REA, INPS ed eventualmente INAIL. In questa fase vanno definiti anche regime contabile, assetto amministrativo e gestione dei collaboratori.
5. Verificare la BDAV
Il Ministero del Turismo ha attivato la Banca Dati Agenzie di Viaggio e Tour Operator (BDAV), destinata a raccogliere e rendere più ordinati i dati nazionali del settore. La piattaforma comprende anche la verifica delle denominazioni disponibili e sarà progressivamente ampliata con i servizi dedicati alle imprese.
Costruisci la checklist di apertura
Seleziona il modello operativo per individuare i passaggi da verificare.
Il tuo percorso iniziale
Attenzione: verifica sempre la legge e la modulistica della Regione della sede prima di presentare la pratica.
La checklist è orientativa e non verifica requisiti personali, regionali, assicurativi o finanziari.
Assicurazione e garanzia contro l’insolvenza
L’organizzatore e il venditore devono predisporre coperture coerenti con le responsabilità previste dal Codice del turismo. Oltre alla responsabilità civile, deve essere garantito il rimborso dei pagamenti e, quando necessario, il rientro del viaggiatore in caso di insolvenza o fallimento.
Massimali, esclusioni, validità territoriale e continuità della copertura vanno letti con attenzione. Una polizza formalmente presente ma non coerente con i prodotti venduti può lasciare scoperta l’impresa.
Come funziona l’IVA 74-ter
Per i pacchetti turistici organizzati con servizi acquistati da terzi trova normalmente applicazione il regime speciale dell’articolo 74-ter del DPR 633/1972. L’IVA viene determinata sul margine, cioè sulla differenza tra il corrispettivo del cliente e i costi dei servizi acquistati a diretto vantaggio del viaggiatore.
Le attività di mera intermediazione, i servizi propri e alcune operazioni territorialmente particolari possono seguire regole diverse. È quindi essenziale separare correttamente:
- pacchetti organizzati in proprio;
- servizi intermediati per conto di terzi;
- servizi direttamente prodotti dal tour operator;
- viaggi all’interno e fuori dell’Unione europea;
- anticipazioni in nome e per conto del cliente.
Un software contabile generico, se non configurato correttamente, può produrre errori su margine, fatture, registri e liquidazioni periodiche.
Il regime forfettario è possibile?
In astratto un imprenditore individuale può valutare il regime forfettario se rispetta tutte le condizioni. Nella pratica, però, il tour operator sostiene spesso costi elevati per hotel, trasporti e fornitori: tassare un reddito determinato con un coefficiente forfettario può risultare meno conveniente rispetto a una contabilità analitica.
La scelta va simulata sui margini reali e sul modello di business, senza fermarsi al fatturato previsto.
Quanto costa aprire un tour operator
Non esiste un costo unico nazionale. Il budget deve comprendere almeno:
- costituzione e pratiche amministrative;
- eventuale compenso del direttore tecnico;
- assicurazione RC e garanzia insolvenza;
- sito, booking, pagamenti e sicurezza informatica;
- consulenza legale per contratti e condizioni di viaggio;
- contabilità e gestione IVA 74-ter;
- marketing, personale e capitale circolante;
- acconti richiesti dai fornitori prima dell’incasso completo dai clienti.
Il punto più delicato è spesso la liquidità: il tour operator anticipa costi e assume obblighi di rimborso. Un business plan con flussi mensili è più utile di una semplice stima dei costi iniziali.
Errori da evitare
- vendere pacchetti prima di avere completato il percorso autorizzativo;
- confondere organizzazione e intermediazione;
- scegliere il forfettario senza confrontarlo con i margini effettivi;
- usare condizioni di vendita generiche copiate da altri siti;
- sottostimare rimborsi, chargeback e anticipi ai fornitori;
- non separare in contabilità operazioni 74-ter e operazioni ordinarie.
Vuoi aprire un tour operator?
Fiscoimprese può aiutarti a scegliere forma giuridica e regime fiscale, predisporre il piano economico e coordinare gli adempimenti di apertura. Richiedi una prima consulenza.
Domande frequenti
Serve il direttore tecnico per aprire un tour operator?
Sì, normalmente l’attività richiede un direttore tecnico abilitato. Requisiti, riconoscimento e modalità di nomina vanno verificati secondo la disciplina regionale.
Posso aprire un tour operator soltanto online?
Sì, il modello può essere online, ma restano autorizzazioni, sede, direttore tecnico, garanzie, contratti e obblighi verso il viaggiatore previsti dalla normativa applicabile.
Qual è il codice ATECO del tour operator?
Il riferimento ordinario è 79.12.00. Eventuali attività di agenzia o servizi diversi richiedono una verifica aggiuntiva dei codici.
Quanto tempo serve per aprire?
Dipende dalla Regione, dalla disponibilità del direttore tecnico, dalle garanzie e dalla completezza della pratica. È prudente non programmare vendite finché il percorso amministrativo non è concluso.
Come viene calcolata l’IVA?
Per i pacchetti organizzati con servizi di terzi si applica normalmente il regime speciale del margine previsto dall’articolo 74-ter. Intermediazioni e servizi propri possono seguire regole differenti.
Fonti principali: D.Lgs. 23 maggio 2011, n. 79 (Codice del turismo); articolo 74-ter del DPR 633/1972; Banca Dati Agenzie di Viaggio e Tour Operator del Ministero del Turismo. Aggiornato al 15 settembre 2026. Verificare sempre la normativa regionale applicabile.