Il Concordato preventivo biennale entra nella fase decisiva per il biennio 2026-2027. Il D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 148, in vigore dal 12 agosto, ha modificato in modo significativo la disciplina del CPB, intervenendo sui requisiti di accesso, sulle cause di esclusione e decadenza, sulla possibilità di correggere errori nei dati comunicati e, soprattutto, introducendo specifici vantaggi per chi rinnova l’adesione dopo il biennio 2024-2025.
Per imprese e professionisti non si tratta quindi di ripetere semplicemente le valutazioni fatte due anni fa: il quadro normativo è cambiato e la convenienza deve essere ricalcolata sulla base delle nuove regole. Per il quadro generale su versamenti, ISA e rateazione può essere utile anche la guida sulla proroga imposte 2026 per ISA e forfettari.
Che cos’è il Concordato preventivo biennale
Il CPB è lo strumento con cui il contribuente soggetto agli ISA può accettare una proposta dell’Agenzia delle Entrate relativa al reddito d’impresa o di lavoro autonomo e, quando dovuta, al valore della produzione netta IRAP per due periodi d’imposta.
Per il nuovo ciclo la proposta riguarda il 2026 e il 2027. Una volta accettata, la tassazione dei redditi interessati dal concordato segue i valori concordati, indipendentemente dal risultato economico effettivamente conseguito, salvo le specifiche cause di cessazione o decadenza previste dalla legge.
L’IVA resta fuori dal concordato e continua a essere determinata secondo le regole ordinarie. Restano inoltre tutti gli obblighi contabili, dichiarativi e documentali.
Chi può aderire al CPB 2026-2027
Il nuovo biennio interessa i contribuenti che applicano gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA). Possono quindi rientrare, in presenza dei requisiti, imprese individuali, società di persone, società di capitali, professionisti e associazioni professionali soggetti a ISA.
I contribuenti in regime forfettario non rientrano nel perimetro ordinario del CPB 2026-2027.
Prima dell’adesione occorre verificare con attenzione l’assenza di cause ostative, tra cui assumono particolare rilievo i debiti tributari e contributivi definitivamente accertati. In presenza di debiti rilevanti, la posizione deve essere verificata e, ove possibile, regolarizzata prima dell’adesione.
La prima novità: adesione inefficace se mancano i requisiti
Una delle modifiche più importanti introdotte dal D.Lgs. 148/2026 riguarda le conseguenze dell’adesione effettuata senza i requisiti previsti dalla normativa.
Per il biennio 2026-2027, se il contribuente aderisce pur non possedendo i requisiti di accesso o in presenza di una causa di esclusione, l’adesione è priva di effetti. La nuova disciplina distingue quindi l’inefficacia originaria dell’adesione dalla decadenza successiva dal concordato.
La differenza è sostanziale: l’inefficacia significa che il concordato non produce i suoi effetti e il contribuente torna alla tassazione secondo i valori effettivi, mentre la decadenza interviene su un concordato validamente instaurato e può produrre conseguenze più gravose sull’intero biennio.
Modifiche della compagine sociale: regole più elastiche in caso di rinnovo
Il correttivo Omnibus attenua alcune cause di esclusione legate alle variazioni della compagine sociale.
In particolare, per chi rinnova il concordato dopo il biennio 2024-2025, l’ingresso di nuovi soci o associati non determina automaticamente l’esclusione in alcune ipotesi previste dalla norma. La disciplina considera, tra l’altro, la situazione reddituale del nuovo socio o associato nell’anno precedente.
È una novità importante soprattutto per società di persone e associazioni professionali, che in passato potevano perdere l’accesso al CPB anche per modifiche societarie non necessariamente rappresentative di un effettivo mutamento della capacità reddituale.
Studi associati e società tra professionisti
Per professionisti associati, società tra professionisti e strutture assimilate resta necessario coordinare la posizione del soggetto collettivo con quella dei singoli soci o associati.
Il D.Lgs. 148/2026 ha però ristretto l’ambito di alcune cause di esclusione: il vincolo di adesione coordinata assume rilievo quando le attività sono riconducibili al medesimo ISA. È quindi indispensabile analizzare correttamente i codici attività, l’ISA applicabile e la posizione dei singoli professionisti.
Correzione degli errori nei dati utilizzati per la proposta
Una delle innovazioni più operative riguarda la possibilità di correggere errori o omissioni nei dati che hanno contribuito alla formazione della proposta di concordato.
Per il biennio 2026-2027, in presenza di errori nei ricavi, nei compensi o in altri dati dichiarativi rilevanti, è prevista la possibilità di intervenire mediante dichiarazione integrativa e ravvedimento, con conseguente rideterminazione dei valori concordati sulla base dei dati corretti.
Questo meccanismo riduce il rischio che un errore formale o dichiarativo determini automaticamente la perdita del concordato, ma non elimina la necessità di una verifica preventiva accurata dei dati ISA e della dichiarazione prima dell’adesione.
Le nuove cause di decadenza
Il correttivo ha riorganizzato le ipotesi di decadenza. Restano particolarmente rilevanti:
- l’accertamento di attività non dichiarate o di componenti passive inesistenti o indeducibili oltre le soglie previste;
- errori od omissioni nei dati utilizzati per formulare la proposta che, dopo il ricalcolo, determinino uno scostamento rilevante rispetto al reddito o al valore della produzione concordati;
- violazioni fiscali di non lieve entità;
- l’omesso versamento delle somme dovute sulla base del concordato.
La decadenza continua a essere uno dei profili più delicati perché può travolgere gli effetti del concordato per entrambe le annualità interessate.
I vantaggi aggiuntivi per chi rinnova il CPB
Il D.Lgs. 148/2026 riconosce un trattamento particolarmente favorevole ai contribuenti che hanno aderito al biennio 2024-2025 e rinnovano senza soluzione di continuità per il 2026-2027.
Per questi soggetti sono previsti benefici premiali più ampi rispetto alla disciplina ordinaria.
| Beneficio | Effetto per chi rinnova |
|---|---|
| Compensazione crediti imposte dirette e IRAP | Esonero dal visto di conformità fino a 70.000 euro annui, nei limiti e alle condizioni previste |
| Compensazione crediti IVA | Esonero dal visto fino a 100.000 euro annui |
| Rimborsi IVA | Soglia fino a 100.000 euro per l’esonero da visto e garanzia, secondo i requisiti di legge |
| Accertamento | Riduzione dei termini secondo la disciplina premiale prevista per il rinnovo |
| Saldo e acconti | Possibilità di rateazione senza interessi nei casi previsti dalla nuova disciplina |
Questi vantaggi devono essere valutati insieme all’impatto fiscale della proposta: non rendono automaticamente conveniente l’adesione, ma possono incidere in maniera significativa sul costo amministrativo e finanziario dell’impresa.
Acconti 2026: niente maggiorazione per chi rinnova
Un altro punto di rilievo riguarda il calcolo degli acconti.
Per chi rinnova il concordato dopo il biennio 2024-2025 non trovano applicazione le specifiche maggiorazioni previste per il primo anno di ingresso nel CPB. Il calcolo degli acconti segue quindi le regole previste per il rinnovo continuativo, tenendo conto dei valori concordati e della disciplina dell’imposta sostitutiva.
La differenza può avere un effetto concreto sul secondo o unico acconto 2026, ordinariamente in scadenza a fine novembre.
Ravvedimento speciale 2020-2023 per chi rinnova
L’articolo 29 del D.Lgs. 148/2026 introduce una misura specifica per i contribuenti ISA che rinnovano l’adesione al CPB per il biennio 2026-2027.
Questi soggetti possono accedere a un regime di ravvedimento per i periodi d’imposta dal 2020 al 2023, mediante versamento di un’imposta sostitutiva determinata secondo le regole previste dalla norma.
La misura non deve essere confusa con il normale ravvedimento operoso: si tratta di un istituto collegato al rinnovo del CPB e con effetti specifici sulle annualità interessate.
Occorre inoltre considerare che l’adesione al ravvedimento comporta una disciplina particolare dei termini di accertamento: per le annualità effettivamente ravvedute, la norma prevede un’estensione dei termini fino al 31 dicembre 2029. Il costo dell’operazione deve quindi essere confrontato con il beneficio derivante dalla maggiore protezione rispetto agli accertamenti ordinari.
Il termine per aderire al CPB 2026-2027
Il termine normativo di adesione al Concordato preventivo biennale 2026-2027 è fissato al 31 ottobre 2026 per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare. Poiché il 31 ottobre 2026 cade di sabato, il termine operativo ricade sul primo giorno lavorativo successivo, cioè il 2 novembre 2026, secondo le ordinarie regole sullo slittamento delle scadenze.
È comunque sconsigliabile attendere gli ultimi giorni. Prima di aderire occorre completare la dichiarazione, verificare i dati ISA, controllare la proposta, simulare il carico fiscale 2026-2027 e valutare i possibili scenari economici dell’attività.
Chi ha già aderito al CPB 2025-2026
Chi ha un concordato in corso per il biennio 2025-2026 non può sovrapporre un nuovo concordato per il 2026-2027, perché il 2026 è già incluso nell’accordo esistente. Per questi contribuenti la successiva finestra riguarderà il biennio successivo previsto dalla normativa.
Il nuovo CPB 2026-2027 interessa invece, tra gli altri, chi ha concluso il concordato 2024-2025 e intende rinnovarlo e chi, pur essendo soggetto ISA, non aveva aderito al precedente biennio.
Come valutare la convenienza
La convenienza non può essere determinata guardando soltanto al reddito proposto dall’Agenzia delle Entrate. È necessario confrontare almeno quattro elementi:
- reddito concordato per il 2026 e per il 2027;
- reddito effettivamente atteso, tenendo conto di contratti, commesse, costi e investimenti;
- imposta sostitutiva applicabile alla quota incrementale prevista dalla disciplina del CPB;
- benefici premiali, soprattutto nel caso di rinnovo.
Un’impresa in crescita può trarre un vantaggio significativo se il reddito effettivo supera quello concordato. Al contrario, chi prevede una contrazione dei ricavi o dei margini deve valutare con maggiore cautela l’assunzione di un reddito fiscale predeterminato per due anni.
Check-list prima dell’adesione
| Controllo | Perché è importante |
|---|---|
| Applicazione corretta degli ISA | È uno dei presupposti di accesso |
| Debiti tributari e contributivi | Possono impedire un’adesione efficace |
| Correttezza dei dati ISA e dichiarativi | Errori possono alterare la proposta e creare rischi di decadenza |
| Previsioni economiche 2026-2027 | Servono per confrontare reddito effettivo e concordato |
| Situazione societaria | Variazioni dei soci e operazioni straordinarie possono incidere sul CPB |
| Eventuale rinnovo 2024-2025 | Consente l’accesso ai benefici aggiuntivi previsti dal correttivo |
| Ravvedimento 2020-2023 | Va valutato separatamente per costo e benefici |
Domande frequenti sul CPB 2026-2027
Chi può aderire al Concordato preventivo biennale 2026-2027?
Possono aderire, in presenza dei requisiti e in assenza di cause ostative, i contribuenti soggetti agli ISA. I forfettari non rientrano nel perimetro ordinario del nuovo biennio.
Il CPB riguarda anche l’IVA?
No. L’IVA resta fuori dal concordato e continua a essere determinata secondo le regole ordinarie.
Chi rinnova dopo il biennio 2024-2025 ha vantaggi aggiuntivi?
Sì. Il correttivo 2026 prevede specifici benefici premiali per chi rinnova senza soluzione di continuità, ma la convenienza va comunque verificata caso per caso.
Conviene sempre aderire se il reddito proposto è basso?
No. Occorre confrontare il reddito concordato con le previsioni economiche reali, gli oneri contributivi, l’imposta sostitutiva e i rischi di variazione dei margini nel biennio.
Per situazioni collegate a rate e sanzioni durante il concordato si veda anche l’approfondimento su Concordato preventivo e rate fiscali.
Conclusioni
Il CPB 2026-2027 è più articolato rispetto alle precedenti versioni dell’istituto. Il D.Lgs. 148/2026 ha reso alcune regole più flessibili, soprattutto in caso di errori e modifiche societarie, e ha rafforzato in modo significativo i vantaggi per chi rinnova il concordato dopo il biennio 2024-2025.
La scelta resta però strettamente individuale: occorre verificare l’accesso, analizzare la proposta e simulare il carico fiscale dei due anni. Per molte imprese il punto decisivo non sarà solo quanto si pagherà, ma anche quanto sono realistiche le previsioni di reddito per il 2026 e il 2027.
Fiscoimprese.it può effettuare una verifica preventiva della posizione, simulare la convenienza del concordato e confrontare il carico fiscale con e senza adesione prima della scadenza.