🔹 Scadenza 31 ottobre 2025: un termine unico per tutti
Con la riforma dei termini dichiarativi introdotta dal D.Lgs. n. 108/2024, la scadenza per la presentazione del Modello Redditi e IRAP per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare è fissata al 31 ottobre 2025.
Il termine riguarda:
- Persone fisiche, anche in regime forfettario o semplificato;
- Società di persone e società di capitali con esercizio coincidente all’anno solare;
- Enti non commerciali tenuti alla presentazione dei modelli Redditi ENC e IRAP.
💡 Per i soggetti con esercizio non coincidente con l’anno solare, la dichiarazione va presentata entro l’ultimo giorno del decimo mese successivo alla chiusura del periodo d’imposta.
🔹 Dichiarazione obbligatoria anche a reddito zero
Un punto spesso sottovalutato riguarda l’obbligo di presentazione anche in assenza di redditi imponibili o con risultato a zero.
Secondo l’art. 1 del D.P.R. 322/1998, la dichiarazione dei redditi deve essere presentata da chiunque abbia conseguito redditi o possieda un’attività d’impresa o lavoro autonomo, anche se non genera imposta per effetto di:
- perdite d’esercizio;
- deduzioni o detrazioni;
- crediti d’imposta superiori all’imposta dovuta;
- esonero momentaneo da versamenti.
⚠️ Anche se il reddito d’impresa o professionale risulta nullo, la dichiarazione serve a documentare la continuità dell’attività e l’eventuale riporto delle perdite negli esercizi successivi.
Inoltre, la mancata presentazione può comportare:
- sanzione da 250 € a 1.000 € anche in assenza di imposta dovuta;
- perdita di benefici fiscali o crediti;
- rischio di accertamento d’ufficio da parte dell’Agenzia delle Entrate.
🔹 Presentazione tardiva entro 90 giorni: dichiarazione ancora valida
Se la dichiarazione non viene inviata entro il 31 ottobre, la legge concede una “finestra di tolleranza” di 90 giorni.
👉 In pratica:
- la presentazione entro il 29 gennaio 2026 (90° giorno) è considerata tardiva ma valida;
- oltre tale data, la dichiarazione diventa omessa, anche se trasmessa successivamente.
Durante questa finestra:
- la dichiarazione conserva piena efficacia giuridica (ad esempio per il riporto delle perdite o l’uso dei crediti);
- si applica una sanzione ridotta di 25 euro se non risultano imposte dovute, in base all’art. 13, comma 1, lett. c) del D.Lgs. 472/1997.
🔹 Dichiarazione omessa oltre 90 giorni: conseguenze gravi
Trascorsi i 90 giorni, la dichiarazione viene considerata omessa, con effetti molto più severi:
- sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta, con minimo di 250 euro;
- impossibilità di utilizzare crediti d’imposta o perdite;
- rischio di accertamento induttivo e di segnalazioni automatiche al sistema di compliance fiscale.
⚠️ Anche la dichiarazione “a zero” presentata oltre i 90 giorni può generare una sanzione fissa di 250 euro.
🔹 Il ravvedimento operoso per correggere e regolarizzare
Il ravvedimento operoso, previsto dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 e aggiornato dal D.Lgs. 87/2024, consente di regolarizzare:
- l’omesso invio entro i 90 giorni (con sanzione ridotta);
- l’omesso o insufficiente versamento di imposte;
- gli errori nei quadri dichiarativi o nei versamenti.
| Tipo di violazione | Termine per ravvedersi | Sanzione ridotta |
|---|---|---|
| Presentazione entro 90 giorni | entro 29 gennaio 2026 | € 25 fissi (se nessuna imposta dovuta) |
| Versamento omesso entro 30 giorni | “ravvedimento breve” | 1,5% (1/10 del 15%) |
| Versamento omesso entro 90 giorni | “ravvedimento medio” | 1,67% (1/9 del 15%) |
| Versamento dopo 90 giorni e fino a un anno | “ravvedimento lungo” | 3,75% (1/8 del 30%) |
🧾 Oltre alle sanzioni ridotte, vanno versati gli interessi legali (attualmente 2,5% annuo) calcolati giorno per giorno.
🔹 Come comportarsi in pratica
Per evitare errori e sanzioni:
- Verificare per tempo la completezza dei documenti contabili e dei modelli.
- Trasmettere entro il 31 ottobre 2025, evitando l’accumulo di pratiche nell’ultima settimana.
- Se in ritardo, presentare entro i 90 giorni e versare la sanzione di 25 euro.
- Se risultano imposte dovute, regolarizzare con ravvedimento (imposta + interessi + sanzione ridotta).
- Non sottovalutare i casi di reddito zero: la dichiarazione è obbligatoria e la mancata presentazione può comunque essere sanzionata.
🔹 Esempio pratico
Un professionista in regime forfettario chiude il 2024 con:
- compensi: € 15.000
- costi forfettari: € 9.000
- reddito imponibile: € 6.000
- imposta dovuta: € 0 per effetto di crediti pregressi.
➡️ Anche se l’imposta è zero, la dichiarazione 2025 deve essere trasmessa entro il 31 ottobre.
In caso di invio tardivo entro il 29 gennaio 2026, basterà versare 25 euro per regolarizzare.
Oltre tale data, scatterebbe la sanzione fissa di 250 euro e l’Agenzia potrebbe considerare la posizione omessa.
🔹 Conclusione
La dichiarazione dei redditi e IRAP 2025 rappresenta un adempimento fondamentale per imprese, professionisti e società, anche in assenza di imposta dovuta.
La scadenza del 31 ottobre 2025 va rispettata con attenzione, ma la legge concede 90 giorni di tolleranza per sanare eventuali ritardi.
Regolarizzare tempestivamente tramite ravvedimento operoso consente di evitare sanzioni elevate e di mantenere la posizione fiscale in regola.
✅ Anche a reddito zero, la dichiarazione va comunque presentata: è una prova di regolarità e continuità dell’attività, e un requisito essenziale per accedere a crediti o bandi futuri.