Investimenti sostenibili 4.0 e automazione industriale per le PMI del Mezzogiorno

Investimenti sostenibili 4.0 2026: requisiti e domanda dal 6 ottobre

Le PMI del Mezzogiorno possono preparare la domanda per Investimenti sostenibili 4.0 2026, l’incentivo destinato a programmi produttivi innovativi, digitali e orientati alla sostenibilità ambientale. La compilazione è disponibile dal 10 settembre 2026, mentre l’invio delle istanze inizierà il 6 ottobre 2026.

La dotazione complessiva è pari a circa 447,6 milioni di euro. Le agevolazioni possono coprire nominalmente fino al 75% delle spese ammissibili, attraverso un contributo in conto impianti del 35% e un finanziamento agevolato del 40%.

Investimenti sostenibili 4.0 2026: le date della domanda

  • 10 settembre 2026, ore 12:00: apertura della compilazione;
  • 6 ottobre 2026, ore 10:00: apertura dell’invio;
  • presentazione dalle ore 10:00 alle 17:00 nei giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì.

La procedura è valutativa e a sportello. Le domande trasmesse nella medesima giornata sono considerate presentate nello stesso momento; se le risorse non bastano per tutte le istanze della giornata, viene utilizzata una graduatoria di merito. Preparare il progetto prima dell’apertura resta quindi essenziale.

Chi può richiedere l’agevolazione

La misura è riservata alle micro, piccole e medie imprese con unità produttiva in Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna.

  • impresa regolarmente costituita, iscritta e attiva nel Registro delle imprese;
  • contabilità ordinaria;
  • almeno due bilanci approvati e depositati oppure, per imprese individuali e società di persone, due dichiarazioni dei redditi;
  • assenza di liquidazione volontaria e di procedure concorsuali con finalità liquidatoria;
  • regolarità contributiva e rispetto delle norme edilizie, urbanistiche, ambientali e del lavoro;
  • rispetto, quando applicabile, dell’obbligo assicurativo contro eventi catastrofali;
  • assenza di delocalizzazioni verso l’unità interessata nei due anni precedenti.

Quali progetti sono finanziabili

Il programma deve utilizzare in misura prevalente le tecnologie abilitanti del Piano Transizione 4.0 e deve riguardare una nuova unità produttiva oppure l’ampliamento, la diversificazione o il cambiamento fondamentale del processo produttivo di un’unità esistente.

  • spese ammissibili comprese tra 750.000 e 5.000.000 di euro;
  • investimento non superiore al 70% del fatturato dell’ultimo bilancio o dichiarazione;
  • avvio successivo alla presentazione della domanda;
  • completamento entro 18 mesi dal provvedimento di concessione.

Sono ammesse principalmente le attività manifatturiere e le attività di servizi alle imprese indicate negli allegati del decreto. Alcuni settori sono esclusi o limitati dalla disciplina europea: la verifica del codice ATECO 2025 deve essere effettuata prima di strutturare il progetto.

Spese ammissibili e percentuali

  • macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
  • opere murarie, entro il 40% dei costi ammissibili;
  • software e licenze collegati all’utilizzo dei beni materiali;
  • certificazioni ambientali;
  • consulenze tecnologiche specialistiche, entro i limiti previsti;
  • diagnosi energetica per i programmi di efficientamento, nei limiti applicabili.

Il sostegno massimo nominale è formato dal 35% di contributo in conto impianti e dal 40% di finanziamento agevolato. L’impresa deve garantire almeno il restante 25% con risorse proprie o finanziamento esterno privo di sostegno pubblico.

Simulatore preliminare

Verifichi i requisiti principali del bando

Inserisca i dati essenziali per ottenere un primo controllo e una stima nominale delle agevolazioni.

La simulazione non verifica codice ATECO, caratteristiche tecniche, DNSH, regolarità contributiva, obbligo assicurativo e punteggi di merito.

Le novità operative del bando 2026

  • la regolarità dell’assicurazione contro calamità naturali entra tra le condizioni di ammissione quando l’obbligo è applicabile;
  • non è più necessario allegare i preventivi alla domanda, ma beni, caratteristiche e costi devono essere descritti nel piano d’investimento;
  • le attività ammissibili sono individuate utilizzando la classificazione ATECO 2025;
  • una quota del 25% delle risorse è riservata ai programmi delle micro e piccole imprese.

Come preparare la domanda

  1. verificare codice ATECO, dimensione e sede dell’unità produttiva;
  2. definire il programma e la prevalenza delle tecnologie 4.0;
  3. ricostruire gli ultimi bilanci e il limite del 70% del fatturato;
  4. predisporre piano degli investimenti, cronoprogramma e coperture finanziarie;
  5. controllare DURC, obbligo assicurativo e autorizzazioni;
  6. non avviare gli investimenti prima della presentazione;
  7. accedere alla piattaforma Invitalia con SPID, CIE o CNS.

Il progetto può essere coordinato con l’iperammortamento 2026-2028, verificando preventivamente cumulabilità e medesime spese. La sostenibilità economica e finanziaria dovrebbe risultare da un business plan coerente con bilanci, fonti di copertura e flussi di cassa.

Domande frequenti

La domanda può già essere inviata?

No. Dal 10 settembre è possibile compilare la domanda; l’invio sarà disponibile dal 6 ottobre 2026.

Il contributo copre davvero il 75%?

La copertura nominale massima comprende un contributo del 35% e un finanziamento agevolato del 40%. Almeno il 25% deve essere coperto con risorse private prive di sostegno pubblico.

Una società appena costituita può partecipare?

In via ordinaria no, perché sono richiesti almeno due bilanci depositati o due dichiarazioni dei redditi, oltre alla contabilità ordinaria.

Si possono ordinare i beni prima della domanda?

Il programma deve essere avviato successivamente alla presentazione. Ordini, acconti e impegni vincolanti devono essere valutati con particolare attenzione.

Vuole verificare il progetto prima dell’invio?

Fiscoimprese può controllare requisiti, bilanci, coperture e piano degli investimenti e assistere l’impresa nella preparazione della domanda.

Fonti ufficiali