Legge di Bilancio 2026 novità

Legge di Bilancio 2026 novità: quadro di sintesi ragionato (bozze in iter parlamentare) e principali impatti operativi

Le misure di seguito descritte sono ricostruite sulla base delle bozze del Disegno di Legge di Bilancio 2026 attualmente all’esame del Parlamento e dei relativi dossier tecnici istituzionali. Trattandosi di un provvedimento ancora in fase di approvazione, i contenuti possono subire modifiche anche rilevanti in sede di maxi-emendamento e voto finale. In termini di iter, la manovra deve essere approvata entro l’esercizio (principio di copertura e disciplina dell’esercizio provvisorio).


1) IRPEF 2026: rimodulazione scaglioni e “neutralizzazione” per redditi elevati

Nuovi scaglioni (bozza)

La bozza prevede la seguente articolazione:

  • 23% fino a € 28.000
  • 33% tra € 28.000 e € 50.000
  • 43% oltre € 50.000

La misura “cardine” è la riduzione dell’aliquota intermedia dal 35% al 33%, con un risparmio teorico massimo quantificato in € 440.

Meccanismo di riduzione del beneficio oltre € 200.000

Per i contribuenti con reddito complessivo > € 200.000, la bozza introduce una riduzione fino a € 440 del beneficio del 19% sugli oneri detraibili, con esclusione (tra l’altro) delle spese sanitarie. La logica è “compensativa”: evitare che la riduzione dell’aliquota intermedia produca vantaggi netti anche per i redditi più alti.

Tetti alle detrazioni (regime già dal 2025, confermato)

Resta il meccanismo (già previsto dal 2025) di tetto massimo di spese detraibili per chi supera determinate soglie di reddito, con coefficienti legati alla presenza di figli a carico, e con esclusioni specifiche (sanitarie, mutui ante 31.12.2024, rate bonus edilizi sostenute entro tale data).


2) Locazioni brevi: cedolare secca, soglia “numero immobili” e partita IVA

Impianto della bozza 2026

La bozza prevede:

  • cedolare secca 21% per il primo immobile;
  • cedolare secca 26% per il secondo immobile;
  • obbligo di apertura della partita IVA dal terzo immobile (anticipando la soglia rispetto al quadro preesistente).

Regime reddituale (attenzione a “fondiari” vs “diversi”)

Viene richiamata la distinzione operativa:

  • proprietario/usufruttuario: normalmente reddito fondiario (quadro RB);
  • sublocatore/comodatario: redditi diversi (quadro RL), con applicazione del criterio di cassa per i canoni effettivamente percepiti nelle locazioni brevi.

Intermediari e ritenute

Gli intermediari che incassano e riversano i canoni continuano ad applicare ritenuta del 21% sul canone lordo; la bozza chiarisce inoltre come contare le “tre unità” includendo anche immobili detenuti non solo in proprietà ma anche in locazione/comodato.

Nota di compliance: la qualificazione come attività d’impresa (con partita IVA) diventa il vero “snodo” 2026, perché cambia il quadro contabile/fiscale e l’impianto delle ritenute.


3) POS e Registratori Telematici: abbinamento e tracciato dati “integrato”

Obbligo di connessione e sanzionabilità

Dal 2026 la bozza prospetta l’obbligo di connettere/associare strumenti di pagamento elettronico (POS e soluzioni analoghe) ai Registratori Telematici, rendendo sanzionabile anche il mancato collegamento e l’omessa memorizzazione/trasmissione dei dati dei pagamenti elettronici.

Modalità attuative (provvedimento Agenzia Entrate)

È richiamato il Provvedimento n. 424470 del 31.10.2025, che prevede un abbinamento non necessariamente “fisico” ma realizzato tramite servizio online in area riservata (associazione matricola RT ↔ dati identificativi POS).
Sono inoltre indicati tempi tecnici di messa a disposizione del servizio e finestre operative (ad es. termine per credenziali/associazione per POS già in uso e regole per POS installati dopo l’1.1.2026).


4) IVA: “liquidazione automatica” in caso di omessa dichiarazione annuale

Contenuto della misura

In caso di omessa dichiarazione IVA annuale, la bozza consente all’Agenzia delle Entrate di procedere a liquidazione automatica dell’imposta dovuta, valorizzando:

  • fatture elettroniche emesse/ricevute risultanti dallo SdI;
  • corrispettivi memorizzati/trasmessi.

Punti di rischio per il contribuente

  • Credito IVA da anno precedente: non verrebbe riconosciuto automaticamente, salvo dimostrazione in contraddittorio.
  • Pagamento: previsto tramite F24 ma senza utilizzo di crediti in compensazione per estinguere le somme dovute da tale liquidazione.
  • Termini: notifica dell’avviso entro il 31.12 del 7° anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata; successiva cartella entro il 31.12 del 3° anno successivo alla notifica dell’avviso (in caso di mancato pagamento).

Effetto sanzionatorio “premiale”

Se l’imposta viene versata entro 60 giorni dalla notifica, la bozza prevede una riduzione della sanzione (da 120% a 40%, con minimo).


5) Compensazioni: irrigidimenti, soglie e “blocchi” (Erario/INPS/INAIL)

a) Soglia per compensazioni orizzontali

La bozza interviene sulle compensazioni, riducendo la soglia per alcune casistiche (impostazione anti-frode e anti-abuso).

b) Divieti/limitazioni verso INPS e INAIL

È prospettato un divieto di utilizzare talune tipologie di crediti (diversi da quelli emergenti dalle liquidazioni “dichiarative”) in compensazione di debiti INPS/INAIL, con impatto potenziale anche sui crediti trasferiti (bonus edilizi e crediti agevolativi).
Attenzione: decorrenze e perimetro risultano essere tra i profili più esposti a modifiche nel passaggio “bozza → testo finale”, e vanno verificati sul testo coordinato approvato.

c) Blocco per debiti erariali iscritti a ruolo

Viene richiamata una soglia di € 50.000 di debito erariale scaduto oltre la quale scatterebbe un divieto assoluto di compensazione.


6) Investimenti: “ritorno” dell’iper-ammortamento (in luogo di alcuni crediti d’imposta)

Meccanica dell’agevolazione (bozza)

Per investimenti in beni strumentali (materiali/immateriali) dal 2026, viene delineata una maggiorazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing:

  • 180% fino a € 2,5 mln
  • 100% da € 2,5 mln a € 10 mln
  • 50% da € 10 mln a € 20 mln

Per investimenti “green” (transizione ecologica con riduzioni minime dei consumi), le percentuali risultano innalzate (220%/140%/90%).

Condizioni tipiche (tempistiche e beni agevolabili)

Sono previsti vincoli temporali (ordine/acconto minimo, consegna entro termine) e perimetro beni (richiamo agli Allegati A e B L. 232/2016, oltre a beni per autoproduzione/autoconsumo da rinnovabili).


7) Operazioni societarie e “fiscalità d’impresa”: assegnazioni, estromissioni, riallineamenti

a) Riapertura assegnazioni/cessioni agevolate e trasformazione in società semplice

La bozza prospetta una riapertura di operazioni agevolate, con:

  • assegnazioni/cessioni ai soci;
  • trasformazioni in società semplice (con possibile affrancamento riserve);
  • estromissione immobili strumentali per imprenditori individuali entro una data indicata in bozza.

b) Disallineamenti civili/fiscali nelle operazioni straordinarie

Si propone una disciplina “a regime” per il riconoscimento fiscale di maggiori valori civilistici (fusione, scissione, ecc.) mediante imposta sostitutiva (aliquote distinte IRES/IRAP) e versamento a saldo del periodo d’imposta dell’operazione.

c) Rivalutazioni più flessibili

Possibile rivalutazione di singoli beni (non necessariamente intere categorie), con decadenza in caso di cessione infra-triennale (schema “anti-abuso” tipico delle rivalutazioni).


8) Plusvalenze: rateizzazione e requisiti di possesso (TUIR)

La bozza interviene sull’art. 86, co. 4 TUIR (e disciplina collegata) modificando:

  • requisito di anzianità di possesso per accedere alla rateizzazione;
  • numero di esercizi di rateizzazione per alcune fattispecie (in particolare immobilizzazioni finanziarie).
    La misura è tecnica ma con impatti immediati in pianificazione di cessioni e valutazioni di closing.

9) Dividendi infragruppo/intrasocietari: soglia di partecipazione e incremento della tassazione effettiva

Contenuto della stretta (bozza)

È prospettato che la parziale esenzione sui dividendi distribuiti a società (di persone o di capitali) permanga solo se la partecipazione diretta è ≥ 10%. In mancanza, la bozza prefigura un salto di tassazione (effetto pratico: dal carico “ordinario” su 5% imponibile a tassazione piena IRES).

Implicazioni operative (fine 2025)

Si tratta della classica norma che può generare comportamenti di “fine anno” (delibere di distribuzione o riallineamenti partecipativi), ma occorre prudenza: qualunque scelta va valutata alla luce di abuso del diritto, sostanza economica e corretta verbalizzazione/registrazione.


10) Riscossione: definizione agevolata “rottamazione-quinquies”

Perimetro temporale e oggettivo

La bozza prospetta una definizione per carichi affidati all’agente della riscossione dal 2000 al 31.12.2023, con estinzione della sola sorte capitale e mantenimento delle spese di notifica/procedure, escludendo sanzioni/interessi di mora/aggi.
È però evidenziato un perimetro selettivo (es. carichi da omessi versamenti e liquidazioni/controlli formali; esclusioni per accertamenti esecutivi, recuperi crediti d’imposta, avvisi di liquidazione, imposte d’atto).

Scadenze e rateazione (come ricostruite in bozza)

  • Istanza entro 30.04.2026;
  • comunicazione dell’agente entro 30.06.2026;
  • pagamento in unica soluzione entro 31.07.2026 oppure rateazione fino a 54 rate bimestrali (9 anni) fino al 31.05.2035, con rata minima indicata.
    Sul punto “interessi di rateazione” la bozza richiamata nelle tue fonti indica un tasso annuo; trattandosi di profilo frequentemente oggetto di limature, è un elemento da verificare sul testo definitivo.

Decadenza e compliance

La bozza descrive un impianto più rigido sul profilo della decadenza (anche per ritardi minimi), e prevede effetti “abilitanti” su DURC/azioni esecutive.


11) Immobili da donazione: riforma della “circolazione” (profilo collegato a Semplificazioni)

Pur non essendo una misura “tipica” di gettito della legge di bilancio, nel pacchetto di fine anno viene richiamata una riforma (DDL Semplificazioni) che mira a rimuovere l’incertezza sulla commerciabilità degli immobili di provenienza donativa, trasformando l’azione dei legittimari da tutela reale (con rischio sui terzi acquirenti) a tutela obbligatoria (credito verso il donatario), con disciplina transitoria legata a successioni aperte dopo una data “spartiacque” e finestra di opposizione.


12) Riporto perdite e aiuti Covid: tema interpretativo (non “manovra”, ma rischio contenzioso)

Si segnala un profilo interpretativo: secondo l’impostazione attribuita all’Amministrazione, gli aiuti Covid (in quanto proventi esenti) inciderebbero sulla quota di perdita riportabile; la questione è controversa e viene richiamata una linea di continuità con prassi pregressa (Risoluzione 126/E/2005, richiamata in documenti di prassi successivi).