Lettere di compliance: confronto documentale tra fatture del 2023 e dichiarazione Redditi 2024.

Lettere di compliance 2026: fatture 2023 e Redditi 2024

Le nuove lettere di compliance 2026 mettono a confronto le fatture e i corrispettivi del 2023 con il modello Redditi 2024. Per l’impresa che riceve la segnalazione, il primo passo è ricostruire lo scarto. Una differenza fra due archivi non dimostra, da sola, l’esistenza di ricavi non dichiarati e non si risolve automaticamente pagando una sanzione.

Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 271072 del 5 ottobre 2026 riguarda l’adempimento spontaneo dei soggetti che hanno emesso fatture elettroniche o trasmesso corrispettivi telematici per il periodo d’imposta 2023 senza far concorrere, in tutto o in parte, tali operazioni al reddito d’impresa indicato nei quadri RF, RG o LM del modello Redditi 2024. La campagna riguarda quindi una verifica sui dati storici, non i ricavi del 2026.

Lettere di compliance 2026: che cosa viene confrontato

Da una parte ci sono i dati delle fatture elettroniche emesse e dei corrispettivi giornalieri trasmessi. Dall’altra c’è quanto risulta dalla dichiarazione dei redditi relativa al 2023. L’incrocio serve a far emergere possibili omissioni e a consentire al contribuente di esaminare gli elementi disponibili.

I quadri richiamati corrispondono a modalità diverse di determinazione del reddito d’impresa. Il quadro RF riguarda la contabilità ordinaria; il quadro RG la contabilità semplificata; il quadro LM comprende i regimi forfettario e di vantaggio. La presenza del quadro LM non significa che qualsiasi professionista forfettario riceverà una lettera: questa specifica campagna è riferita al reddito d’impresa e ai soggetti individuati dal provvedimento.

Il numero totale delle fatture, il loro importo lordo e il reddito imponibile non sono la stessa cosa. Il reddito può dipendere da costi, regole fiscali e imputazione temporale delle operazioni. Perciò il controllo deve partire dalle grandezze effettivamente indicate nel prospetto dell’Agenzia, evitando di confrontare il totale con IVA delle fatture direttamente con il reddito dichiarato.

Una segnalazione da verificare, prima di scegliere la risposta

La compliance è uno strumento di confronto preventivo previsto dall’articolo 1, commi da 634 a 636, della legge 190/2014. Offre al contribuente la possibilità di portare all’attenzione dell’Agenzia fatti o circostanze non conosciuti oppure di rimediare agli errori effettivamente commessi.

Va distinta dall’avviso di accertamento e dalle comunicazioni di irregolarità derivanti dai controlli delle dichiarazioni. Non è corretto prendere il termine di pagamento di un avviso bonario e applicarlo automaticamente a una lettera di compliance. Occorre leggere il documento ricevuto, il suo oggetto e le istruzioni specifiche, tenendo separati gli eventuali altri atti.

La nostra guida generale agli avvisi di compliance spiega il contesto; qui il taglio è operativo e riguarda la riconciliazione fra operazioni del 2023 e Redditi 2024. Il fascicolo utile non è una raccolta indistinta di file: deve consentire di seguire ogni operazione contestata fino alla sua rappresentazione contabile e dichiarativa.

Da dove iniziare: lettera, prospetto e dichiarazione trasmessa

Conserva la comunicazione completa e recupera il dettaglio delle anomalie attraverso le modalità indicate nella lettera. Accedi ai servizi dell’Agenzia dal sito istituzionale e verifica i riferimenti del documento prima di utilizzare collegamenti ricevuti per posta elettronica.

Controlla subito periodo d’imposta, dati del contribuente e dichiarazione presa come riferimento. Poi recupera il modello effettivamente trasmesso, con la ricevuta: una stampa preparatoria o una copia non aggiornata può far partire l’analisi dal documento sbagliato. Se sono state inviate integrative, vanno affiancate alla dichiarazione originaria e alle rispettive ricevute.

  • Lettera e prospetto analitico degli scostamenti.
  • Modello Redditi 2024 trasmesso e ricevuta, con eventuali integrative.
  • Fatture elettroniche del 2023, note di credito e documenti collegati.
  • Corrispettivi, registrazioni contabili e prospetti di raccordo.
  • Incassi e documentazione del periodo, quando rilevanti per il regime applicato.

Le differenze che richiedono una spiegazione documentale

La prima verifica riguarda il tempo. Una fattura emessa a dicembre e incassata a gennaio non produce necessariamente lo stesso effetto in un regime di cassa e in un regime di competenza. Anche nella contabilità semplificata occorre conoscere le modalità effettivamente applicate e le eventuali opzioni: «non ho ancora incassato» non è una risposta valida per qualsiasi impresa.

La seconda verifica riguarda il contenuto. Una nota di credito deve essere collegata al documento che rettifica. Una fattura sostitutiva o duplicata richiede la ricostruzione della sequenza corretta. Un corrispettivo relativo a un’operazione anche fatturata va controllato per evitare un doppio conteggio. Non tutte le differenze si eliminano sottraendo un totale annuale: bisogna identificare le operazioni.

La terza verifica riguarda la base del confronto. Gli importi comprensivi di IVA, gli imponibili, i ricavi e il reddito netto devono restare distinti. Prima di attribuire uno scarto a un’omissione, occorre spiegare quali grandezze siano confrontate e quali rettifiche risultino già considerate. I costi non vanno usati come giustificazione generica di fatture mancanti: ricavi e reddito hanno funzioni differenti.

Un esempio: la fattura di dicembre non basta da sola

Immaginiamo, come esempio ipotetico, un’impresa che nel 2023 applica effettivamente un criterio fiscale di cassa e che emette a dicembre una fattura incassata nel gennaio 2024. Per valutare lo scarto si recuperano la fattura, la prova dell’incasso e le registrazioni dei due periodi. Si controlla poi che l’operazione sia stata trattata correttamente secondo il regime applicabile.

L’esempio mostra perché servono documenti e un raccordo fra anni. Non autorizza a escludere ogni fattura non pagata dal reddito del 2023. Per una società che applica il criterio di competenza, o per un’impresa con opzioni fiscali diverse, la stessa sequenza finanziaria può richiedere un’altra conclusione.

Quando inviare chiarimenti e quando correggere

Se lo scarto è spiegato da elementi corretti ma non conosciuti dall’Agenzia, la risposta deve esporre il raccordo e collegarlo alle prove. È utile indicare per ogni operazione il documento, la ragione della differenza e il punto in cui compare nella contabilità o nella dichiarazione. Una frase come «è tutto corretto» non aiuta a verificare il dato.

Se invece emerge un errore reale, si valuta la dichiarazione integrativa e il ravvedimento operoso previsto dall’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997. La regolarizzazione richiede l’esame delle imposte interessate, degli interessi e delle sanzioni applicabili. Il ricevimento di una segnalazione di compliance non va confuso con la notifica di un atto che può incidere sulla possibilità di ravvedimento.

Non esiste una percentuale unica da applicare a ogni differenza segnalata. Contano la violazione effettiva, il momento in cui è stata commessa, la disciplina applicabile e l’eventuale presenza di altri controlli o atti. Per questo il tool in questa pagina organizza il fascicolo e non produce un F24 o una sanzione automatica.

La checklist interattiva per preparare la verifica

Prepara il fascicolo per la lettera di compliance

Organizza i documenti e i possibili motivi dello scarto. Non inserire codici fiscali, importi o dati dei clienti: per questa prima checklist non servono.

Quali documenti hai già? Seleziona solo quelli effettivamente disponibili.
Situazioni da approfondire. Puoi selezionare più voci.

Le risposte restano in questa pagina: non vengono inviate né salvate. Il riepilogo viene scaricato sul tuo dispositivo solo quando lo richiedi. Il pulsante di contatto apre la pagina dello Studio senza trasmettere le risposte. Nessuna verifica automatica di ammissibilità, imposte o sanzioni.

Errori da evitare dopo aver ricevuto la lettera

Il primo è ignorare la segnalazione perché non è un accertamento. Il secondo è correggere subito la dichiarazione per far coincidere due totali non omogenei. Il terzo è inviare molti allegati senza spiegare il collegamento con lo scarto. In tutti e tre i casi si perde la parte più utile della compliance: affrontare il dato prima che il problema si sviluppi ulteriormente.

Se la documentazione è incompleta, parti dalla ricostruzione della contabilità. Gli estratti conto possono supportare la prova degli incassi e il raccordo delle registrazioni, ma non sostituiscono fatture e dichiarazioni. La guida su riconciliazione fra banca e contabilità aiuta a impostare questo passaggio.

Domande frequenti

La campagna riguarda le fatture emesse nel 2026?

No. Il provvedimento del 5 ottobre 2026 riguarda le operazioni del periodo d’imposta 2023 confrontate con il modello Redditi 2024.

Uno scarto significa sempre ricavi non dichiarati?

No. Occorre verificare i dettagli, il regime fiscale, le rettifiche e i criteri temporali. L’eventuale spiegazione deve però essere documentata.

Devo pagare subito una sanzione?

Prima bisogna stabilire se esista un errore e quale sia. Se è necessario regolarizzare, imposte, interessi e sanzioni vanno calcolati sulla violazione effettiva.

Posso rispondere senza correggere la dichiarazione?

Quando i dati dichiarati sono corretti, si possono fornire chiarimenti e documenti attraverso le modalità indicate nella comunicazione. Non si presenta un’integrativa solo per eliminare uno scarto apparente.

La checklist conserva le mie informazioni?

No. Le risposte restano nella pagina e non vengono inviate allo Studio. Puoi scaricare volontariamente il riepilogo sul tuo dispositivo.

Verifica la segnalazione con lo Studio

Fiscoimprese.it affianca imprese e professionisti nella gestione delle comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate e nella ricostruzione dei documenti. Se hai ricevuto questa lettera, prepara comunicazione, prospetto e dichiarazione trasmessa e richiedi una verifica preliminare. Il percorso va deciso sui dati, distinguendo ciò che è da spiegare da ciò che deve essere corretto.

Fonti e aggiornamento

Informazioni aggiornate al 6 ottobre 2026. Il contenuto illustra il percorso generale di verifica e non sostituisce l’analisi della comunicazione ricevuta e della posizione fiscale dell’impresa.