Rottamazione tributi locali 2026

Rottamazione tributi locali 2026: nuove regole per IMU, TARI, multe e debiti affidati all’ADER

Rottamazione tributi locali: una nuova opportunità per contribuenti e imprese

Con la conversione in legge del Decreto Fiscale 2026 viene introdotta una novità di particolare interesse per cittadini, professionisti e imprese: la possibilità di applicare la rottamazione quinquies anche ai debiti degli enti territoriali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

La misura riguarda, in particolare, i carichi affidati all’Agente della riscossione da Regioni ed enti locali nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. La novità è stata introdotta dall’articolo 10-quinquies del D.L. n. 38/2026, convertito dalla Legge n. 88/2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2026 ed entrata in vigore il 23 maggio 2026.

Si tratta, quindi, di una estensione della rottamazione quinquies già prevista dalla Legge di Bilancio 2026, ma con una caratteristica decisiva: per i tributi locali l’applicazione non è automatica. Ogni ente territoriale deve scegliere se aderire alla definizione agevolata, adottando un apposito provvedimento entro i termini previsti.

Quali debiti locali possono rientrare nella rottamazione

La nuova disciplina consente agli enti territoriali di estendere la definizione agevolata ai propri carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Rientrano quindi, in linea generale, i debiti locali risultanti da cartelle o carichi affidati all’ADER tra il 2000 e il 2023.

Tra i casi più frequenti possono rientrare, a seconda della natura del carico e della scelta dell’ente:

Tipologia di debito Possibile trattamento
IMU non pagata Definizione agevolata se il Comune aderisce e il carico è affidato ad ADER
TARI non pagata Definizione agevolata se rientra nel perimetro deliberato dall’ente
Altri tributi locali Possibile inclusione se affidati all’Agente della riscossione
Multe stradali Agevolazione limitata a interessi, maggiorazioni e aggio, non alla sanzione principale
Entrate patrimoniali locali Possibile inclusione se comprese nel provvedimento dell’ente e affidate ad ADER

La norma, secondo quanto riportato dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione e dalle ricostruzioni operative pubblicate, si applica ai debiti tributari e non tributari degli enti territoriali, con esclusione dei debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti.

È fondamentale distinguere i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione da quelli gestiti direttamente dal Comune o da concessionari diversi. La rottamazione in esame riguarda i carichi affidati ad ADER; quindi, un avviso comunale non ancora affidato alla riscossione nazionale, oppure gestito con strumenti diversi, potrebbe non rientrare nella procedura.

La delibera dell’ente locale: il passaggio decisivo

Il punto centrale della nuova rottamazione dei tributi locali è la scelta dell’ente. La legge non impone automaticamente a tutti i Comuni, Regioni o altri enti territoriali di applicare la definizione agevolata.

Ogni ente interessato deve adottare un apposito provvedimento, secondo le forme previste dalla legislazione vigente, pubblicarlo sul proprio sito istituzionale e trasmetterlo all’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 30 giugno 2026. Le modalità operative di trasmissione dovranno essere pubblicate da ADER entro il 15 giugno 2026.

Questo significa che il contribuente non potrà limitarsi a verificare l’esistenza di una cartella IMU o TARI, ma dovrà anche controllare se l’ente creditore ha effettivamente aderito alla rottamazione.

Per agevolare gli enti locali, IFEL, la Fondazione ANCI per la finanza e l’economia locale, ha pubblicato una nota di approfondimento e uno schema di deliberazione, proprio per facilitare le attività dei Comuni nel ristretto tempo disponibile.

Cosa si paga e cosa viene stralciato

La logica della rottamazione è quella tipica delle definizioni agevolate: il contribuente paga il debito principale e alcune spese, beneficiando dello stralcio di sanzioni, interessi e ulteriori somme accessorie, nei limiti previsti dalla legge.

Per i tributi locali, come IMU e TARI, il vantaggio può quindi essere significativo, soprattutto per cartelle datate in cui sanzioni e interessi hanno incrementato sensibilmente l’importo originario.

Diverso è il caso delle sanzioni amministrative, comprese quelle per violazioni del Codice della strada. In questo caso la definizione non elimina la sanzione principale, ma si applica limitatamente agli interessi, comunque denominati, agli interessi previsti dalla Legge n. 689/1981, agli interessi di mora di cui all’articolo 30 del D.P.R. n. 602/1973 e alle somme maturate a titolo di aggio.

In termini pratici, chi ha una multa stradale iscritta a ruolo non deve aspettarsi l’annullamento della multa in sé, ma una riduzione degli importi aggiuntivi maturati nel tempo.

Domanda di adesione: quando e come presentarla

La domanda di adesione alla rottamazione dei tributi locali potrà essere presentata dal 16 settembre 2026 al 31 ottobre 2026, esclusivamente con modalità telematiche. Le modalità operative saranno rese note dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 15 settembre 2026.

Sempre entro il 15 settembre 2026, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrà rendere disponibili ai debitori, nell’area riservata del proprio sito, i dati necessari per individuare i carichi definibili.

Questo passaggio sarà molto importante perché permetterà al contribuente di verificare concretamente quali debiti potranno essere inseriti nella domanda e quali, invece, resteranno fuori dalla procedura.

Le principali scadenze della rottamazione dei tributi locali

Scadenza Adempimento
15 giugno 2026 ADER pubblica le modalità per la trasmissione delle delibere degli enti
30 giugno 2026 Termine per gli enti territoriali per adottare e trasmettere il provvedimento di adesione
15 settembre 2026 ADER rende disponibili i dati dei carichi definibili e le modalità di domanda
Dal 16 settembre al 31 ottobre 2026 Presentazione telematica della domanda di adesione da parte del contribuente
31 dicembre 2026 ADER comunica le somme dovute per la definizione
31 gennaio 2027 Scadenza per il pagamento in unica soluzione o della prima rata

Il pagamento potrà essere effettuato in un’unica soluzione entro il 31 gennaio 2027 oppure in un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo. Le rate avranno scadenza il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ciascun anno, a decorrere dal 2027. In caso di pagamento rateale, sono dovuti interessi al tasso del 3 per cento annuo a partire dal 1° febbraio 2027.

Attenzione alla decadenza

Come per ogni definizione agevolata, anche in questo caso il rispetto delle scadenze sarà essenziale.

La rottamazione quinquies prevede una disciplina di decadenza più rigida rispetto alle vecchie rottamazioni. Secondo le indicazioni disponibili per la rottamazione quinquies, il beneficio viene meno in caso di mancato pagamento dell’unica rata, dell’ultima rata oppure di due rate anche non consecutive.

La decadenza comporta la perdita dei benefici della definizione agevolata e la ripresa dell’attività di riscossione per il debito residuo, con il ritorno delle somme originariamente dovute secondo le regole ordinarie.

Per questo motivo, prima di aderire, è opportuno valutare con attenzione la sostenibilità del piano di pagamento. La possibilità di rateizzare in 54 rate è certamente favorevole, ma richiede una pianificazione puntuale, soprattutto per imprese e contribuenti che hanno già altre rateizzazioni in corso.

Perché questa misura è importante

La rottamazione dei tributi locali può rappresentare una misura molto utile per chi ha debiti accumulati negli anni con Comuni o altri enti territoriali.

Molti contribuenti si trovano infatti con cartelle relative a IMU, TARI, vecchi tributi locali o sanzioni amministrative, spesso aggravate da interessi, sanzioni e costi accessori. La definizione agevolata può consentire di chiudere queste posizioni con un risparmio economico e con un piano di pagamento più sostenibile.

Tuttavia, la misura richiede attenzione su tre aspetti fondamentali.

Il primo riguarda l’adesione dell’ente. Se il Comune o l’ente creditore non delibera l’applicazione della rottamazione, il contribuente non potrà beneficiare della definizione per quei carichi.

Il secondo riguarda la corretta individuazione dei debiti definibili. Non tutti i debiti locali rientrano automaticamente nella rottamazione, ma solo quelli affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione e compresi nel perimetro normativo e nella delibera dell’ente.

Il terzo riguarda la sostenibilità dei pagamenti. Aderire alla rottamazione può essere conveniente, ma solo se il contribuente è in grado di rispettare il piano scelto.

Conclusioni

La rottamazione dei tributi locali 2026 è una novità importante perché estende la definizione agevolata anche ai debiti degli enti territoriali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Per contribuenti, professionisti e imprese si apre quindi una possibile finestra per regolarizzare vecchie posizioni relative a IMU, TARI, tributi locali, sanzioni amministrative e altri carichi locali. La misura, però, non opera automaticamente: sarà necessario verificare se l’ente creditore ha deliberato l’adesione e, successivamente, controllare nell’area riservata ADER quali carichi risultano effettivamente definibili.

Il consiglio operativo è quindi quello di monitorare le delibere pubblicate dai Comuni e dagli enti territoriali, verificare la propria situazione debitoria a partire da settembre 2026 e valutare con attenzione la convenienza della domanda, anche in rapporto alle proprie disponibilità finanziarie.

Una corretta analisi preventiva potrà evitare adesioni poco sostenibili e permettere al contribuente di sfruttare realmente il beneficio della definizione agevolata.