Scadenze fiscali giugno 2026

Scadenze fiscali giugno 2026

Scadenze fiscali giugno 2026: calendario completo per imprese, professionisti e contribuenti

Il mese di giugno 2026 rappresenta uno dei momenti più delicati dell’anno sotto il profilo fiscale. Dopo la chiusura del mese di maggio, imprese, professionisti, contribuenti privati e sostituti d’imposta devono prestare particolare attenzione a una serie di adempimenti che incidono sia sulla corretta gestione amministrativa sia sulla pianificazione della liquidità.

Le scadenze fiscali di giugno 2026 si concentrano principalmente in quattro date: il 1° giugno, il 16 giugno, il 25 giugno e il 30 giugno. A queste si aggiungono alcuni appuntamenti specifici, come la rata della rottamazione-quater pagabile entro l’8 giugno, la fatturazione differita entro il 15 giugno e alcune comunicazioni collegate alle dichiarazioni precompilate.

Per imprese e professionisti, il mese di giugno non deve essere affrontato soltanto come un elenco di pagamenti da eseguire, ma come un vero momento di controllo della posizione fiscale. Occorre verificare le liquidazioni IVA, le ritenute operate, i contributi, l’IMU sugli immobili, il diritto annuale camerale e, soprattutto, i versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, tenendo conto della proroga prevista per soggetti ISA, contribuenti forfettari e contribuenti in regime di vantaggio.

Il calendario sintetico delle principali scadenze di giugno 2026

Data Adempimento principale Soggetti interessati
1 giugno 2026 LIPE primo trimestre 2026 Soggetti passivi IVA obbligati alla comunicazione
1 giugno 2026 Imposta di bollo sulle fatture elettroniche del primo trimestre 2026 Soggetti che hanno emesso e-fatture soggette a bollo
1 giugno 2026 Registrazione contratti di locazione e versamento imposta di registro Locatori e conduttori interessati
8 giugno 2026 Pagamento rata rottamazione-quater con tolleranza Contribuenti con piano di definizione agevolata
15 giugno 2026 Emissione fatture differite relative a maggio Soggetti IVA
16 giugno 2026 IVA mensile, ritenute, contributi e rate saldo IVA Imprese, professionisti e sostituti d’imposta
16 giugno 2026 Acconto IMU 2026 Proprietari di immobili diversi dall’abitazione principale esente
25 giugno 2026 Elenchi Intrastat mensili Operatori intracomunitari mensili
30 giugno 2026 Saldo 2025 e primo acconto 2026 delle imposte Contribuenti non interessati dalla proroga ISA/forfettari
30 giugno 2026 Diritto annuale Camera di Commercio Imprese iscritte al Registro Imprese o REA
30 giugno 2026 Dichiarazione IMU per variazioni 2025 Soggetti con variazioni rilevanti ai fini IMU
30 giugno 2026 Redditi PF 2026 cartaceo presso uffici postali Persone fisiche ammesse alla presentazione cartacea
30 giugno 2026 Dichiarazione imposta di soggiorno 2025 Strutture ricettive, locazioni brevi e soggetti obbligati

1° giugno 2026: LIPE e bollo sulle fatture elettroniche

Il mese si apre con due adempimenti molto importanti per i soggetti IVA: la comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA del primo trimestre 2026 e il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse nel primo trimestre.

La scadenza ordinaria della LIPE del primo trimestre cade normalmente il 31 maggio, ma nel 2026 il 31 maggio è domenica. Per questo motivo il termine slitta a lunedì 1° giugno 2026. La comunicazione deve riportare i dati delle liquidazioni IVA effettuate nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2026, oppure nel primo trimestre per i contribuenti trimestrali.

Sempre il 1° giugno scade anche il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche del primo trimestre 2026. L’adempimento riguarda le fatture elettroniche per le quali è stato indicato l’assolvimento dell’imposta di bollo. Occorre prestare attenzione alla soglia di 5.000 euro: se l’importo dovuto per il primo trimestre non supera tale limite, il versamento può essere differito al 30 settembre. Se l’importo complessivo del primo e secondo trimestre non supera 5.000 euro, il pagamento può essere ulteriormente rinviato al 30 novembre.

Per gli studi e le imprese è consigliabile controllare tempestivamente l’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi”, verificando l’elenco delle fatture soggette a bollo e correggendo eventuali anomalie prima del pagamento.

8 giugno 2026: attenzione alla rottamazione-quater

Un’altra data da monitorare è l’8 giugno 2026. La rata della rottamazione-quater in scadenza il 31 maggio 2026 può essere pagata entro l’8 giugno grazie ai differimenti collegati ai giorni festivi e ai cinque giorni di tolleranza previsti dalla disciplina della definizione agevolata.

Il mancato pagamento, il pagamento tardivo oltre il termine di tolleranza o il pagamento insufficiente comportano la perdita dei benefici della definizione agevolata. In pratica, il contribuente decaduto torna a dover versare il debito residuo comprensivo di sanzioni, interessi e aggio, al netto di quanto eventualmente già pagato.

Per questo motivo, chi ha aderito alla rottamazione-quater deve verificare con attenzione il proprio piano, i moduli di pagamento e la corretta imputazione della rata.

15 giugno 2026: fatturazione differita

Entro il 15 giugno 2026 i soggetti IVA che utilizzano la fatturazione differita devono emettere le fatture relative alle operazioni effettuate nel mese di maggio 2026, documentate da DDT o da altro documento idoneo.

La fattura differita consente di riepilogare in un unico documento più operazioni effettuate nello stesso mese nei confronti del medesimo cliente. È però fondamentale conservare correttamente la documentazione di supporto, perché la fattura differita non elimina l’obbligo di provare il momento di effettuazione dell’operazione.

16 giugno 2026: IVA, ritenute, contributi e acconto IMU

Il 16 giugno è una delle date più rilevanti del mese. Entro tale termine devono essere eseguiti numerosi versamenti periodici.

I contribuenti IVA mensili devono versare l’IVA relativa al mese di maggio 2026. I sostituti d’imposta devono versare le ritenute operate nel mese precedente sui redditi di lavoro dipendente, assimilati, lavoro autonomo, provvigioni e altri compensi soggetti a ritenuta. Nella stessa data ricadono anche i versamenti contributivi relativi ai lavoratori dipendenti e ai collaboratori.

Sempre il 16 giugno è prevista la quarta rata del saldo IVA 2025 per i contribuenti che hanno scelto la rateizzazione del saldo annuale derivante dalla dichiarazione IVA. In questo caso occorre applicare gli interessi previsti per le rate successive alla prima.

La scadenza del 16 giugno riguarda anche l’acconto IMU 2026. Sono tenuti al pagamento, in linea generale, i possessori di fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli, con esclusione dell’abitazione principale non di lusso e delle relative pertinenze nei limiti previsti dalla legge. L’acconto è normalmente calcolato sulla base delle aliquote e delle detrazioni dell’anno precedente, salvo la necessità di verificare eventuali delibere comunali già disponibili e le specifiche agevolazioni applicabili.

Sono interessati, ad esempio, i proprietari di seconde case, immobili commerciali, uffici, capannoni, aree edificabili e immobili concessi in locazione. È opportuno verificare con attenzione eventuali riduzioni, esenzioni o casi particolari, come immobili inagibili, fabbricati merce, terreni agricoli, immobili concessi in comodato o immobili posseduti da enti non commerciali.

25 giugno 2026: elenchi Intrastat mensili

Entro il 25 giugno 2026 gli operatori intracomunitari con obbligo mensile devono trasmettere gli elenchi Intrastat relativi alle operazioni effettuate nel mese di maggio.

L’adempimento riguarda le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti di soggetti passivi stabiliti in altri Paesi dell’Unione europea, oltre agli eventuali dati statistici richiesti in base alla tipologia di operazione e alla periodicità applicabile.

Per evitare errori, è importante riconciliare le fatture emesse e ricevute con i dati VIES dei clienti e fornitori UE, verificare la corretta natura dell’operazione e controllare la periodicità mensile o trimestrale del contribuente.

30 giugno 2026: versamenti da dichiarazione dei redditi

Il 30 giugno 2026 è la data ordinaria per il versamento del saldo 2025 e del primo acconto 2026 delle imposte risultanti dalle dichiarazioni fiscali.

Rientrano in questa scadenza, tra gli altri, IRPEF, IRES, IRAP, addizionali regionali e comunali, cedolare secca, imposte sostitutive, IVIE, IVAFE e contributi previdenziali dovuti in dichiarazione, come quelli degli artigiani, commercianti e iscritti alla Gestione Separata INPS.

Tuttavia, per il 2026 occorre prestare particolare attenzione alla proroga prevista per i soggetti ISA, per i contribuenti in regime forfettario, per i contribuenti in regime di vantaggio e per i soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese trasparenti aventi i requisiti previsti. Per questi contribuenti, i versamenti originariamente in scadenza il 30 giugno possono essere effettuati entro il 20 luglio 2026 senza maggiorazione, oppure entro il 20 agosto 2026 con la maggiorazione dello 0,80 per cento.

Si tratta di un aspetto molto rilevante, perché molte partite IVA individuali, società di persone e professionisti non dovranno materialmente versare entro il 30 giugno, ma potranno beneficiare del differimento. Resta però indispensabile verificare caso per caso la presenza dei requisiti, l’applicazione degli ISA o delle cause di esclusione e l’eventuale rientro nel regime forfettario.

Per i contribuenti non interessati dalla proroga resta ferma la scadenza ordinaria del 30 giugno, con possibilità di pagamento entro i successivi trenta giorni applicando la maggiorazione prevista.

30 giugno 2026: diritto annuale Camera di Commercio

Il 30 giugno 2026 è anche la scadenza ordinaria per il versamento del diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio dalle imprese iscritte o annotate nel Registro delle Imprese o nel REA al 1° gennaio 2026.

Il pagamento può essere effettuato tramite modello F24 oppure, in alcuni casi, tramite avviso PagoPA. Per le imprese che versano in misura fissa, la Camera di Commercio può inviare apposita informativa via PEC con il dettaglio dell’importo dovuto.

Anche per il diritto annuale occorre coordinare la scadenza con la proroga prevista per i soggetti ISA e assimilati. Per tali soggetti, il termine può slittare al 20 luglio 2026 senza maggiorazione, oppure al 20 agosto 2026 con maggiorazione dello 0,80 per cento.

30 giugno 2026: dichiarazione IMU per le variazioni del 2025

Entro il 30 giugno 2026 deve essere presentata la dichiarazione IMU relativa alle variazioni intervenute nel corso del 2025, quando tali variazioni non sono già conoscibili dal Comune.

La dichiarazione IMU non deve essere presentata ogni anno da tutti i contribuenti. L’obbligo sorge quando il Comune non dispone delle informazioni necessarie per verificare correttamente il tributo. Possono rientrare in questa casistica, ad esempio, immobili che beneficiano di agevolazioni o esenzioni, fabbricati dichiarati inagibili, fabbricati merce, aree edificabili, immobili concessi in comodato, immobili occupati abusivamente o situazioni particolari non automaticamente desumibili dagli atti catastali o notarili.

La dichiarazione va presentata al Comune competente, generalmente quello nel cui territorio si trovano gli immobili. Prima dell’invio è opportuno verificare se la variazione sia già nota all’ente locale oppure se sia necessario presentare il modello per evitare contestazioni future.

30 giugno 2026: dichiarazione Redditi PF cartacea

Il 30 giugno 2026 è anche il termine per la presentazione in formato cartaceo del modello Redditi Persone Fisiche 2026 presso gli uffici postali, nei casi in cui tale modalità sia ancora ammessa.

La presentazione cartacea riguarda soltanto specifiche categorie di contribuenti. La generalità dei soggetti obbligati deve invece utilizzare la trasmissione telematica, direttamente o tramite intermediario abilitato, secondo le ordinarie scadenze dichiarative.

Altri adempimenti da monitorare a fine giugno

Sempre entro il 30 giugno 2026 devono essere considerati alcuni adempimenti specifici. Tra questi rientra la dichiarazione relativa all’imposta di soggiorno per i soggetti obbligati, come strutture ricettive, gestori di bed and breakfast, locazioni brevi e intermediari che intervengono nel pagamento dei canoni, secondo le regole applicabili.

Entro la stessa data possono inoltre ricadere adempimenti più settoriali, come la dichiarazione per l’imposta sui servizi digitali per i soggetti interessati e la dichiarazione sostitutiva di non detenzione del televisore per ottenere l’esonero dal canone RAI per il secondo semestre 2026.

Sono scadenze che non riguardano tutti i contribuenti, ma che devono essere attentamente valutate in presenza dei relativi presupposti.

Come organizzarsi per non arrivare in ritardo

Il mese di giugno richiede un controllo preventivo della documentazione. Per le imprese, è opportuno verificare entro la prima metà del mese le liquidazioni IVA, i registri, le fatture soggette a bollo, le ritenute, i contributi e gli immobili soggetti a IMU. Per le partite IVA, è fondamentale coordinare i versamenti da dichiarazione con l’eventuale proroga al 20 luglio.

La corretta pianificazione consente anche di gestire meglio la liquidità aziendale. Il 16 giugno concentra IVA, ritenute, contributi e IMU, mentre il 30 giugno può comportare il pagamento di saldo e acconto delle imposte, diritto camerale e altri adempimenti dichiarativi. Senza un controllo preventivo, il rischio è trovarsi a fine mese con più versamenti sovrapposti.

È quindi consigliabile predisporre una lista personalizzata degli adempimenti, distinguendo tra scadenze obbligatorie, scadenze eventualmente prorogate e adempimenti che dipendono dalla specifica posizione del contribuente.

Conclusione

Le scadenze fiscali di giugno 2026 interessano un numero molto ampio di contribuenti. Il mese si apre con LIPE e bollo sulle fatture elettroniche, prosegue con IVA, ritenute, contributi e acconto IMU, e si chiude con i versamenti da dichiarazione dei redditi, il diritto annuale camerale e la dichiarazione IMU per le variazioni 2025.

La principale novità operativa riguarda la proroga per soggetti ISA, forfettari e contribuenti in regime di vantaggio, che potranno effettuare i versamenti risultanti dalle dichiarazioni entro il 20 luglio 2026 senza maggiorazione, oppure entro il 20 agosto 2026 con maggiorazione dello 0,80 per cento.

Per evitare errori, sanzioni o tensioni di liquidità, è importante non limitarsi a controllare le singole date, ma verificare con precisione quali scadenze si applicano alla propria posizione fiscale. Una gestione ordinata del calendario permette di rispettare gli obblighi tributari e di programmare correttamente i flussi finanziari dell’impresa o dell’attività professionale.