TARI non pagata dall'inquilino

TARI non pagata dall’inquilino: il proprietario è responsabile?

La TARI (Tassa sui Rifiuti) è un tributo comunale destinato a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani. Una delle questioni più frequenti in caso di locazione, soprattutto di immobili commerciali, riguarda la responsabilità del pagamento quando l’inquilino non adempie al proprio obbligo.

Il Comune può rivalersi sul proprietario dell’immobile? Cerchiamo di chiarire cosa dice la normativa e quale sia l’orientamento della giurisprudenza.


Chi è il soggetto passivo della TARI?

Secondo l’art. 1, comma 641 della Legge 147/2013, il soggetto passivo della TARI è:

“chiunque possieda o detenga, a qualsiasi titolo, locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti urbani”.

Nella pratica, ciò significa che:

  • in caso di abitazione principale, il soggetto passivo è chi ci vive;
  • in caso di locazione commerciale, l’obbligo grava sull’inquilino, poiché è lui a detenere e utilizzare l’immobile.

📅 TARI: Codici tributo e scadenze nei principali Comuni italiani

Sebbene la TARI sia una tassa comunale e ogni Comune possa determinare modalità e scadenze diverse, esistono alcune informazioni comuni utili da conoscere per evitare sanzioni o disguidi.

💳 Codici tributo per il pagamento

La TARI si paga mediante modello F24 oppure con bollettini precompilati inviati dal Comune (talvolta anche via email o tramite portali digitali).

Se si utilizza il modello F24, i codici tributo più comuni sono:

Codice tributoDescrizione
3944TARI – Tassa sui rifiuti – Comune
3945Maggiorazione TARI per i servizi indivisibili (ove prevista)
365ECodice usato da alcuni Comuni per i ravvedimenti operosi (interessi/sanzioni)

🔹 Se il pagamento avviene tramite F24 semplificato, va indicato anche:

  • il codice catastale del Comune,
  • l’anno di riferimento,
  • la tipologia: “acconto”, “saldo” o “unico versamento”.

🏙️ Scadenze indicative nelle principali città italiane

Ecco alcune scadenze orientative per il 2025 nelle principali città italiane. Attenzione: ogni Comune può modificarle annualmente, quindi è sempre consigliabile verificare sul sito ufficiale del Comune di riferimento.

CittàRate TARI 2025 (indicative)Note
Roma30 giugno – 31 ottobrePossibile pagamento in un’unica soluzione entro giugno
Milano15 maggio – 15 luglio – 15 novembreTre rate oppure unica soluzione a maggio
Napoli16 giugno – 16 settembre – 16 dicembreRateizzazione automatica su tre rate
Torino30 aprile – 31 luglio – 30 novembreAnche domiciliazione bancaria disponibile
Bologna30 giugno – 30 settembreUnica soluzione o due rate
Palermo31 maggio – 31 agosto – 30 novembreScadenze comunicate tramite avviso
Firenze31 maggio – 30 settembreAvviso inviato con QR code per pagoPA

🔔 In molti Comuni è attivo il sistema pagoPA, anche tramite SPID o CIE, e vengono inviate comunicazioni digitali via PEC, email o app IO.


🔁 Ravvedimento operoso e omessi pagamenti

In caso di ritardo o omesso versamento, è possibile regolarizzare la posizione con il ravvedimento operoso:

  • Applicando sanzioni ridotte (dal 1% in su a seconda del ritardo),
  • Versando interessi legali (0,1% annuo nel 2025),
  • Utilizzando il modello F24 con codici specifici (es. 365E o 3944 con importi separati per tributo, interessi e sanzioni).

In caso di mancato pagamento, il Comune può chiedere il tributo al proprietario?

La regola generale è chiara: NO, il proprietario non è responsabile per il pagamento della TARI dovuta dall’inquilino.

Questo perché:

  • l’obbligazione è personale e grava su chi effettivamente produce i rifiuti;
  • la proprietà dell’immobile non è sufficiente a far sorgere l’obbligo tributario.

Tuttavia, esistono alcuni casi particolari in cui il Comune può tentare di rivalersi sul proprietario, soprattutto quando:

  • non è stata comunicata la cessazione della locazione;
  • manca la dichiarazione dell’inquilino al servizio tributi;
  • il Comune non riesce a individuare il soggetto detentore.

Cosa dice la giurisprudenza?

La giurisprudenza prevalente conferma che la TARI deve essere pagata da chi detiene e utilizza l’immobile, non dal proprietario.

Cassazione Civile, sentenza n. 18022/2013:

“In materia di tassa rifiuti, il presupposto impositivo è l’occupazione o la detenzione, anche di fatto, dei locali. In mancanza di essa, non può esservi obbligo impositivo a carico del proprietario”.

Corte dei Conti Lombardia, Delibera n. 206/2017:

“L’obbligazione tributaria nasce in capo all’utilizzatore dell’immobile. Il proprietario non può essere ritenuto responsabile salvo che non riacquisti la disponibilità del bene”.

In sostanza, se l’inquilino non paga, l’unica strada per il Comune è procedere nei suoi confronti tramite gli strumenti di riscossione ordinaria (avvisi, solleciti, ingiunzioni).


Clausole contrattuali e tutele per il proprietario

Per evitare problemi futuri, il proprietario può tutelarsi già in fase di redazione del contratto di locazione, attraverso:

  1. Clausola esplicita che attribuisca all’inquilino l’onere di provvedere al pagamento della TARI;
  2. Obbligo contrattuale dell’inquilino di presentare la dichiarazione TARI al Comune;
  3. Richiesta di copia dell’avvenuta registrazione TARI;
  4. Cauzione congrua per eventuali inadempimenti;
  5. Comunicazione formale al Comune al momento della cessazione della locazione.

Esempio di clausola da inserire nel contratto

“Il conduttore si obbliga a effettuare, sotto la propria responsabilità, la denuncia TARI presso il competente Ufficio Tributi e a versare puntualmente il relativo tributo. In caso di cessazione del contratto, il conduttore dovrà darne tempestiva comunicazione all’Ente per la cessazione dell’obbligo.”


Conclusioni

Il mancato pagamento della TARI da parte dell’inquilino non ricade automaticamente sul proprietario, che non è responsabile del tributo se non detiene o utilizza direttamente l’immobile. Tuttavia, una gestione poco attenta dei rapporti con il Comune e dell’inquilino moroso può generare disguidi e avvisi di pagamento indebiti.

Per questo motivo, è essenziale adottare cautele contrattuali e comunicare ogni variazione all’Ufficio Tributi, in modo da evitare contestazioni e responsabilità non dovute.


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