Hai emesso una fattura come forfettario e sul bonifico trovi una ritenuta: il cliente ha pagato, ma sul conto arriva meno dell’importo previsto. Succede, per esempio, quando un artigiano riceve un bonifico utilizzato per interventi edilizi agevolati. Prima di considerare la differenza un costo definitivo, bisogna identificarla.
Il punto da verificare è pratico: si tratta davvero di una ritenuta fiscale, è stata certificata e qualcuno ha già avviato il recupero? Da queste risposte dipende come organizzare la correzione, lo scomputo in dichiarazione o il rimborso.
Perché i ricavi del forfettario non sono soggetti a ritenuta d’acconto
L’articolo 1, comma 67, della legge 190/2014 prevede che ricavi e compensi relativi al reddito del regime forfettario non siano assoggettati a ritenuta d’acconto. Il contribuente rilascia al sostituto una dichiarazione dalla quale risulti che il reddito è soggetto all’imposta sostitutiva.
Questa regola non significa che qualsiasi addebito su un conto sia indebito. Il trattamento dipende dalla natura della somma e dal regime applicabile in quel momento. Una commissione bancaria non è una ritenuta; un pagamento relativo a un reddito diverso da quello forfettario richiede una verifica distinta.
Bonifico parlante: controlla chi ha effettuato il prelievo
Nei bonifici per lavori agevolati la trattenuta può essere operata dalla banca o da Poste all’accredito, secondo l’articolo 25 del DL 78/2010. La risoluzione 47/E del 5 luglio 2013 ha affrontato il problema per il precedente regime di vantaggio, indicando anche il rilascio della dichiarazione alla banca o all’ufficio postale presso cui il beneficiario è correntista.
Per il forfettario, il riferimento generale sul recupero degli errori è la successiva circolare 10/E del 2016. Non vanno copiati nelle dichiarazioni attuali i righi e i codici dei vecchi modelli citati nella risoluzione del 2013: riguardavano un periodo d’imposta specifico.
Chiedi all’intermediario il dettaglio dell’operazione. Per ogni pagamento conserva importo lordo, accredito netto, causale della trattenuta e certificazione disponibile. Se il cliente ha eseguito un bonifico con una modalità diversa da quella concordata, ricostruisci l’accaduto prima di chiedergli un secondo pagamento.
Ritenuta al forfettario: correzione, dichiarazione o rimborso
La circolare 10/E del 4 aprile 2016, paragrafo 4.2.1, chiarisce che, quando una ritenuta è stata applicata per errore e non è più possibile correggerlo, si può chiederne il rimborso ai sensi dell’articolo 38 del DPR 602/1973 oppure, in alternativa, scomputarla in dichiarazione se regolarmente certificata dal sostituto.
Prima della scelta, controlla quindi se l’intermediario o il soggetto che ha trattenuto la somma possa ancora correggere l’operazione. Se il prelievo viene restituito o corretto, aggiorna il fascicolo: non deve rimanere un importo apparentemente recuperabile anche nella dichiarazione.
Non sommare i diversi percorsi sulla stessa ritenuta. Nel prospetto di lavoro annota ciò che è già stato restituito, ciò che è stato utilizzato in dichiarazione e ciò che è oggetto di una richiesta di rimborso. Se è stata presentata un’istanza, l’alternativa dichiarativa va coordinata con quella pratica.
Dove si indicano le ritenute nel modello Redditi
Le istruzioni del fascicolo 3 di Redditi PF 2026 contengono il prospetto «Ritenute regime di vantaggio e regime forfetario – casi particolari». Prevedono l’indicazione del totale in RS40 e il riporto per lo scomputo in LM41 e/o RN33, colonna 4, secondo i quadri compilati. Richiedono la certificazione e che non sia stato chiesto il rimborso all’Agenzia.
La compilazione deve evitare di utilizzare due volte la stessa somma fra LM e RN. Le istruzioni di LM41 prevedono infatti il coordinamento con le ritenute già comprese nel quadro RN. Il rigo non si sceglie guardando soltanto il nome del campo: la denominazione «ritenute consorzio» non esaurisce tutti gli importi che vi possono confluire.
Per i pagamenti ricevuti nel 2026, verifica le istruzioni del modello riferito a quel periodo quando saranno definitive. Tieni distinti anno dell’incasso e anno della dichiarazione: archiviare tutto sotto «documenti 2026» può confondere periodi diversi. Se una dichiarazione è già stata trasmessa, va esaminata la modalità corretta di integrazione o correzione.
Un esempio di riconciliazione del pagamento
In un esempio inventato, una fattura di 1.000 euro è stata pagata e il documento della banca espone una ritenuta di 110 euro, con accredito di 890 euro e nessuna altra differenza. La verifica iniziale confronta questi tre importi.
| Voce | Importo | Cosa controllare |
|---|---|---|
| Pagamento lordo | 1.000 euro | Fattura e disposizione di pagamento |
| Ritenuta risultante dal documento | 110 euro | Natura fiscale e certificazione |
| Accredito netto | 890 euro | Movimento bancario e altre eventuali trattenute |
I 110 euro sono l’importo da approfondire, non un rimborso garantito. Il rapporto aritmetico fra lordo e trattenuta non sostituisce la verifica della base e della corretta applicazione della ritenuta. Nell’esempio i dati sono già quelli del documento; il tool non ricostruisce aliquote o basi imponibili bancarie.
Riepiloga le trattenute prima di consegnare i documenti
Lo strumento somma gli importi che inserisci, calcola il netto teorico dopo la sola ritenuta e segnala certificazioni o recuperi da chiarire. Non determina il credito fiscale spettante, non genera F24 e non trasmette dati allo studio.
Come organizzare il controllo annuale
Prepara una cartella per ciascun anno degli incassi. Abbina fattura, contabile, movimento del conto, certificazione e corrispondenza sull’eventuale correzione. Se la differenza comprende anche commissioni, annotale separatamente: altrimenti il riepilogo delle ritenute risulterà più alto del prelievo fiscale effettivo.
Puoi fare questo controllo prima di consegnare i documenti per la dichiarazione, senza aspettare che lo studio scopra un accredito anomalo. Per valutare l’impostazione fiscale complessiva dell’attività puoi usare anche il comparatore fra forfettario e semplificato; il confronto economico non sostituisce il controllo della singola ritenuta.
Domande frequenti
L’estratto conto basta per recuperare la ritenuta in dichiarazione?
Il movimento è utile alla riconciliazione. La regolare certificazione richiesta dalla prassi e dalle istruzioni va verificata con il sostituto.
Posso chiedere il rimborso e scomputare anche l’importo?
Non puoi ottenere due recuperi della stessa ritenuta. Le pratiche e gli importi già utilizzati devono essere coordinati.
Il tool mi dice quanto l’Agenzia rimborserà?
No. Restituisce una somma dei dati inseriti e i punti da verificare. Non controlla spettanza, termini o regolarità della certificazione.
La trattenuta è sempre stata fatta dal cliente?
No. Nei bonifici agevolati può intervenire l’intermediario. Il documento dell’operazione serve a capire chi abbia operato il prelievo.
Fai verificare ritenute e dichiarazione dallo studio
Nell’ambito del servizio per il regime forfettario, i nostri consulenti possono controllare documenti, anno di riferimento e precedenti recuperi. Richiedi una verifica delle ritenute sul bonifico, portando il riepilogo e le certificazioni disponibili.
Fonti e aggiornamento
- Legge 190/2014, articolo 1, comma 67.
- Agenzia delle Entrate, circolare 10/E del 4 aprile 2016, paragrafo 4.2.1; copia integrale del documento ufficiale.
- Agenzia delle Entrate, risoluzione 47/E del 5 luglio 2013, riferita al precedente regime di vantaggio.
- Agenzia delle Entrate, istruzioni del quadro RS e quadro LM del modello Redditi PF 2026.
Aggiornato all’8 ottobre 2026. Guida informativa: recupero, annualità e compilazione richiedono la verifica della documentazione e delle istruzioni del modello applicabile.