Imprenditore al lavoro su un budget di cassa e previsione della liquidità

ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero: nuovi fondi e guida al progetto

ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero dispone di 59 milioni di euro aggiuntivi. Il MIMIT lo ha comunicato il 12 ottobre 2026, per sostenere iniziative imprenditoriali giovanili e femminili. Per chi sta preparando un progetto, il primo controllo è però la forma dell’aiuto: Invitalia avvisa che per le domande dal 1° luglio 2026 è disponibile soltanto il finanziamento agevolato, per esaurimento delle risorse destinate al fondo perduto.

Il rifinanziamento non deve quindi essere confuso con la riapertura automatica dei contributi a fondo perduto. La guida aiuta a verificare il perimetro del progetto e a costruire un piano finanziario sostenibile prima della domanda.

Che cosa cambia con il rifinanziamento

Lo stanziamento annunciato dal Ministero rafforza le risorse della misura. Non è, da solo, un nuovo bando con criteri completamente diversi. Per una domanda concreta vanno controllati lo stato dello sportello, la modulistica e le condizioni pubblicate da Invitalia alla data di presentazione.

La conseguenza pratica è chiara: il piano non deve prevedere un contributo a fondo perduto che, per le nuove domande, l’avviso attuale non rende disponibile. Il finanziamento a tasso zero resta un debito da rimborsare. L’assenza di interessi non elimina il bisogno di margini, liquidità e mezzi propri.

Chi può richiedere ON

La misura riguarda micro e piccole imprese in forma societaria costituite da non più di 60 mesi e persone fisiche che intendono costituire una società. La maggioranza richiesta deve ricorrere sia nel numero dei soci sia nelle quote: oltre metà deve essere riferibile a giovani tra 18 e 35 anni oppure a donne di qualsiasi età.

Il controllo dei due criteri è distinto. Un gruppo con tre soci, di cui due aventi i requisiti, supera il criterio numerico; se quei due soci detengono insieme soltanto il 50%, non supera il criterio delle quote. Una persona che rientra in entrambe le categorie va conteggiata una volta sola.

Vanno poi verificati dimensione d’impresa, collegamenti societari, stato di difficoltà e gli altri requisiti della disciplina. La sola prevalenza giovanile o femminile non esaurisce il controllo. Per i team non ancora costituiti, Invitalia richiede la costituzione entro 45 giorni dalla comunicazione di ammissione.

Progetti, importi e tempi

Per società costituende o costituite da non più di 36 mesi, i progetti possono arrivare a 1,5 milioni di euro. Per società oltre 36 e fino a 60 mesi, il limite è 3 milioni di euro, nell’ambito degli interventi previsti. I piani devono essere avviati dopo la domanda e completati nei tempi della delibera, comunque entro 24 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento.

I settori includono produzione, servizi, commercio e turismo, con esclusioni e condizioni specifiche. Prima di procedere, occorre verificare attività concreta, settore e programma; un codice ATECO compatibile non rende automaticamente ammissibile ogni spesa.

Quali spese inserire nel progetto

Il piano deve distinguere ciò che serve all’impresa da ciò che può essere finanziato. Le schede di Invitalia indicano categorie e limiti differenti per fascia di anzianità; di seguito i principali punti da controllare.

VoceVerifica preliminare
Macchinari, impianti e attrezzatureFunzionalità al progetto, preventivi e condizioni di ammissibilità
Software, ICT e brevettiUtilità, disponibilità dei diritti e raccordo con il programma
Opere murarieLimite del 30% dell’investimento ammissibile e disponibilità della sede
Consulenze specialistiche, per imprese fino a 36 mesiLimite del 5% e perimetro delle prestazioni ammissibili
Immobili per la fascia più anzianaAcquisto previsto soltanto per il turismo, con limite del 40%
Capitale circolante e costi di avvioVerificare la disciplina applicabile e la copertura effettiva disponibile; prevedere un fabbisogno prudente

La scheda generale conserva riferimenti alla combinazione storica con il fondo perduto. Per le nuove domande occorre coordinarla con l’avviso del 30 giugno 2026. In particolare, non imputare automaticamente al finanziamento ogni costo di circolante: il trattamento della voce va verificato prima di chiudere il budget.

Fino al 90% non significa finanziare tutto il progetto

La copertura può arrivare fino al 90% delle spese ammissibili, con rimborso del finanziamento in 10 anni. Il dato è un limite, non una promessa di concessione. Sono da considerare spese escluse, IVA, anticipazioni e fabbisogno corrente, oltre alla parte di investimento che resta a carico dell’impresa.

Esempio illustrativo. Si ipotizzano 200.000 euro di spese ammissibili e una copertura del 90%: il finanziamento teorico è 180.000 euro e la quota residua è 20.000 euro. Se il progetto richiede inoltre 15.000 euro di spese escluse, 30.000 euro di IVA da anticipare e 25.000 euro di liquidità di avvio non già inclusa nelle spese ammissibili, il fabbisogno da coprire con altre fonti sale a 90.000 euro.

Con 60.000 euro di risorse disponibili, nell’esempio restano 30.000 euro da reperire. Il calcolo non considera tempi delle erogazioni né recuperi IVA: questi vanno inseriti nel budget di cassa. Dividere 180.000 euro per dieci restituisce 18.000 euro annui di capitale medio, ma non costituisce il piano di ammortamento contrattuale.

Il business plan deve dimostrare come si rimborsa il prestito

Il documento deve collegare clienti, prezzi, quantità vendute, struttura dei costi e investimenti. Un ristorante, per esempio, non può fondare il risultato soltanto sul numero massimo dei coperti: occorre stimare occupazione, scontrino medio, giorni di apertura, costo delle materie prime e personale.

Al conto economico va affiancato il piano di liquidità. L’impresa può avere un utile previsto e trovarsi comunque senza cassa quando deve pagare fornitori, stipendi o quote del finanziamento. È utile simulare anche una partenza più lenta e individuare le risorse necessarie per sostenerla.

Domanda e valutazione

La domanda si presenta online a Invitalia con business plan e allegati. La procedura è a sportello, secondo l’ordine cronologico, senza graduatorie; sono necessari identità digitale, firma digitale e PEC. Il protocollo documenta l’invio, non l’ammissione.

La valutazione si articola in due fasi, con colloqui sul team e sulla coerenza del progetto, poi sulla sostenibilità economico-finanziaria, sulle spese e sulla sede. Prepararsi significa saper spiegare le ipotesi del piano e produrre documenti coerenti, non soltanto compilare il modulo.

Strumento: maggioranza dei soci e fabbisogno finanziario

Il simulatore effettua il controllo aritmetico delle due maggioranze e calcola un fabbisogno teorico. Non verifica tutti i requisiti, non attesta l’ammissibilità delle spese e non sostituisce la valutazione Invitalia. I dati sono elaborati nel browser, senza trasmissione da parte dello strumento.

Domande frequenti

I nuovi 59 milioni ripristinano il fondo perduto?

Il comunicato non annuncia questo effetto. Per le nuove domande resta da seguire l’avviso Invitalia, che indica la sola forma del finanziamento agevolato dal 1° luglio 2026.

Possono presentare domanda persone che non hanno ancora una società?

Sì, nel percorso previsto per i team di persone fisiche, con costituzione e requisiti da dimostrare nei termini indicati.

Basta possedere oltre il 50% delle quote?

No. Occorre verificare anche la maggioranza numerica dei soci con i requisiti, oltre alle altre condizioni.

Posso iniziare gli investimenti prima della domanda?

Le indicazioni Invitalia prevedono l’avvio del piano dopo la presentazione. Prima di ordini vincolanti o anticipi, verificare come si applica la regola al progetto concreto.

Verifica il progetto prima di impegnare le risorse

Hai un progetto imprenditoriale giovanile o femminile? Richiedi una prevalutazione e la preparazione del business plan. Per la struttura societaria consulta anche il servizio aprire una società.

Fonti e aggiornamento

Aggiornamento: 13 ottobre 2026. MIMIT, comunicato del 12 ottobre 2026; Invitalia: avviso del 30 giugno 2026, destinatari, programmi e spese, agevolazioni, FAQ requisiti, domanda e normativa. Esempi e indicazioni di pianificazione sono elaborazioni della redazione.