Prima di trasmettere Redditi 2026, lo studio deve chiudere il raccordo fra documenti, contabilità, quadri fiscali e versamenti. I punti da riesaminare comprendono crediti RU, aiuti di Stato, soglie dei forfettari, detrazioni, spese tracciabili, IRAP e concordato preventivo biennale. Abbiamo preparato una guida operativa di 30 pagine con esempi, schede di controllo e checklist finale.
La guida è pensata per commercialisti, consulenti fiscali e studi professionali. La distribuzione prevista è libera, senza modulo di raccolta contatti. Il riferimento principale è il periodo d’imposta 2025; le novità che riguardano operazioni del 2026 e il CPB 2026–2027 sono trattate separatamente.
La prima verifica riguarda periodo e scadenza
Per la campagna ordinaria Redditi PF 2026, il termine telematico è il 2 novembre 2026. Il 31 ottobre cade di sabato. La scadenza va verificata specificamente per soggetti con esercizi non solari, liquidazioni e operazioni straordinarie: una data inserita nello scadenzario generale non basta a chiudere il controllo di ogni pratica.
Il fascicolo deve distinguere anno del modello, periodo d’imposta e decorrenza delle singole disposizioni. Una norma del 2026 può riguardare soltanto acquisti futuri oppure consentire una scelta per operazioni precedenti. Il trattamento va deciso leggendo la disposizione transitoria, prima di modificare il quadro fiscale.
Per il calendario ordinario PF, la presentazione nei novanta giorni successivi, sino al 1° febbraio 2027, resta tardiva ma valida. Sanzioni e ravvedimento richiedono una gestione autonoma. Il riferimento è il portale delle scadenze dell’Agenzia delle Entrate.
Crediti RU e aiuti di Stato richiedono due controlli
Per ogni credito verificare origine, maturazione, requisiti, eventuali comunicazioni e importi utilizzati. Il residuo finale deve coincidere con un prospetto ricostruibile per movimento. Un F24 soltanto predisposto non consuma il credito come una delega effettivamente eseguita: occorre acquisire l’esito.
L’articolo 13 del D.Lgs. 1/2024 tutela, nel proprio ambito, i crediti agevolativi spettanti rispetto alla decadenza per mancata indicazione dichiarativa. Non sana la carenza di requisiti sostanziali e non si applica ai crediti qualificati come aiuti di Stato o de minimis. Un’omissione nel modello va quindi classificata prima di scegliere il rimedio.
Il controllo RU va coordinato con quello RS401. La qualificazione della misura come aiuto, la modalità di registrazione e le informazioni richieste non possono essere dedotte dalla sola presenza del credito. Per il percorso dedicato, vedere Aiuti di Stato Redditi 2026 e quadro RS401.
Forfettari e detrazioni delle persone fisiche
Per il forfettario il monitoraggio riguarda i ricavi o compensi rilevanti, con il ragguaglio quando richiesto per la verifica di accesso. Il superamento di 85.000 euro, sino a 100.000 euro, determina l’uscita dall’anno successivo; oltre 100.000 euro la cessazione opera nell’anno stesso. Gli effetti IVA interessano già l’operazione che determina il superamento. Vanno inoltre esaminate le altre condizioni e cause ostative, indipendenti dagli incassi.
Per le detrazioni, l’articolo 16-ter TUIR introduce dal 2025 un limite agli oneri e alle spese ammessi per redditi complessivi superiori a 75.000 euro, con coefficienti collegati ai figli a carico ed esclusioni specifiche. Il plafond limita la spesa ammissibile, non rappresenta direttamente un risparmio d’imposta.
Nell’esempio della guida, con reddito rilevante di 84.000 euro e un figlio a carico, il plafond è 9.800 euro. Se tutte le spese considerate hanno aliquota del 19%, la detrazione corrispondente è 1.862 euro, prima degli ulteriori controlli e della capienza. Questo passaggio evita una sovrastima frequente nelle simulazioni.
Crediti acquistati e nuove regole del 2026
Il D.Lgs. 148/2026, articolo 3, disciplina i differenziali positivi di determinati crediti acquistati dai professionisti, prevedendo l’imposta sostitutiva del 26% e l’imputazione proporzionale del costo in caso di compensazione. Occorre distinguere questi acquisti dai crediti ricevuti come pagamento di una prestazione e dai crediti emergenti dalla liquidazione delle imposte.
Il dossier deve riportare data, nominale, prezzo, quota utilizzata e costo attribuito. La guida propone un esempio con credito nominale di 160.000 euro, acquistato a 128.000 euro e utilizzato per 40.000 euro: il costo riferibile alla quota è 32.000 euro e il differenziale è 8.000 euro. Il calcolo illustra il meccanismo; l’applicazione concreta richiede la verifica della disciplina temporale e dei requisiti del credito.
Spese tracciabili e maggiorazione per assunzioni
Per le spese interessate dalle regole di tracciabilità verificare categoria, luogo, data e soggetto che ha pagato. Una nota spese rimborsata con bonifico non esaurisce il controllo del pagamento effettuato al fornitore dal dipendente. Documento e prova del pagamento devono essere collegati.
La maggiorazione per nuove assunzioni è invece una deduzione aggiuntiva. Prima del calcolo verificare requisiti dell’impresa, incremento occupazionale, incremento complessivo e costo ammissibile. Non si ottiene moltiplicando indiscriminatamente il costo di tutti i nuovi assunti per il 20%. Il fascicolo deve raccordare prospetto del personale, contabilità e variazione fiscale. La circolare 1/E del 20 gennaio 2025 fornisce i chiarimenti operativi.
IRAP ed errori contabili
La sentenza 153/2026 della Corte costituzionale richiede una valutazione dell’attività effettiva degli studi associati e della separazione delle eventuali attività individuali. Non autorizza una generalizzata eliminazione dell’IRAP per tutte le associazioni professionali. Incarichi, risorse, fatturazione e imputazione dei compensi devono offrire una ricostruzione coerente.
Per gli errori contabili, il D.Lgs. 192/2025 ha ristretto la disciplina semplificata. Fra i controlli figurano obbligatorietà della revisione, non rilevanza dell’errore, termine di approvazione del bilancio successivo e conoscenza di attività di controllo. Quando i presupposti mancano, occorre valutare il percorso ordinario delle integrative. La correzione contabile e il trattamento fiscale vanno esaminati separatamente.
F24 e CPB devono avere fascicoli coordinati
Il controllo della riscossione va aggiornato alla data della delega. Dal 2026 la soglia del blocco previsto dall’articolo 37, comma 49-quinquies, del D.L. 223/2006 è di 50.000 euro. Restano le eccezioni previste, comprese quelle per determinati crediti contributivi e assicurativi. La regola è distinta dal divieto sui crediti erariali in presenza di ruoli scaduti oltre 1.500 euro. Il semplice ricorso non equivale a una sospensione del debito.
Per il CPB, identificare prima il biennio: la dichiarazione del 2025 e la proposta 2026–2027 richiedono verifiche diverse. Le modifiche dell’articolo 28 del D.Lgs. 148/2026 hanno decorrenza dal biennio 2026–2027. Il dossier deve conservare proposta, dati utilizzati, rettifiche, decisione del cliente e calcoli. È disponibile anche il simulatore CPB di Fiscoimprese.
La guida operativa di 30 pagine
L’e-book segue il lavoro dello studio dalla raccolta dei documenti alla ricevuta. Comprende esempi di raccordo, un registro dei crediti, schede per spese e assunzioni, controlli IRAP, compensazioni e CPB, oltre a una checklist finale compilabile e ai riferimenti ufficiali.
La checklist aiuta ad assegnare ogni verifica a un responsabile e a collegarla al documento pertinente. Prima del rilascio devono essere chiuse le questioni che incidono sulla liquidazione, confrontata la copia definitiva con il file trasmesso e acquisita la ricevuta di accettazione.
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Aggiornamento: 13 ottobre 2026. Gli esempi sono didattici; per il singolo contribuente occorre applicare la disciplina del periodo e della fattispecie esaminata.