Documenti e conferenza sui chiarimenti fiscali di Telefisco del 24 settembre 2026

Telefisco del 24 settembre 2026: cinque risposte su CPB, ETS, IVA e cartelle

Il 24 settembre 2026 si è svolto lo Speciale Telefisco. Fra le risposte rese dall’Agenzia delle Entrate, cinque sono particolarmente utili per i controlli di studi associati, enti del Terzo settore e imprese edili. In questo punto operativo distinguiamo la norma vigente dal chiarimento interpretativo reso in risposta a casi specifici. La selezione è volutamente mirata: non rappresenta un resoconto completo dell’incontro.

Cinque risposte da conoscere

  • Concordato preventivo biennale: se un professionista associato con partita IVA individuale non soddisfa il requisito sui debiti definitivi, l’adesione congiunta dello studio e degli altri associati interessati può essere preclusa.
  • ETS: per il test di non commercialità possono rilevare accantonamenti per costi certi e quantificabili, come il TFR maturato, a determinate condizioni contabili.
  • Edilizia: per una specifica fattispecie di reverse charge legata al subappalto conta la sezione F della classificazione ATECO vigente dal 1° aprile 2025.
  • Detrazione IVA: se la fattura è registrata più tardi, il pro-rata applicabile resta quello dell’anno in cui è sorto il diritto.
  • ContiTu: l’esclusione di carichi già compresi nella rottamazione quinquies non consente una nuova dilazione ordinaria secondo la risposta dell’Amministrazione.

Concordato 2026-2027: il debito di un associato può bloccare lo studio

La risposta riguarda uno studio associato i cui professionisti svolgono anche attività individuale con propria partita IVA. Uno degli associati non può accedere al concordato preventivo biennale (CPB) perché presenta debiti tributari rilevanti e definitivamente accertati superiori alla soglia di legge, senza poterli ridurre entro il termine previsto.

L’articolo 10, comma 2, del D.Lgs. 13/2024 stabilisce i requisiti relativi ai debiti tributari e contributivi; l’articolo 11 disciplina l’accesso congiunto dello studio e dei professionisti con propria partita IVA. Nel caso sottoposto a Telefisco, l’Agenzia conclude che la mancanza del requisito per uno degli associati impedisce anche l’adesione dell’associazione e degli altri associati coinvolti.

Non basta però leggere un estratto di ruolo e confrontarlo con 5.000 euro. Occorre accertare definitività del debito, eventuale sospensione, rateazione in corso e residuo al momento rilevante. La risposta verte su un requisito d’accesso e non va confusa con ogni altra causa di esclusione dal CPB.

Terzo settore: quali accantonamenti entrano nei costi effettivi

Per stabilire se una specifica attività di interesse generale è non commerciale, l’articolo 79 del Codice del Terzo settore richiede di confrontare corrispettivi e costi effettivi. La circolare dell’Agenzia n. 1/E del 19 febbraio 2026 aveva già precisato che rilevano anche costi indiretti e generali imputabili all’attività, mentre non sono costi effettivi i valori puramente figurativi.

A Telefisco l’Agenzia ha affrontato gli accantonamenti: quelli riferiti a oneri certi nell’esistenza e oggettivamente determinabili, con pagamento futuro, possono concorrere al test se imputati all’attività di interesse generale secondo i principi contabili applicabili e criteri coerenti nel tempo. È stato richiamato, fra gli esempi, il TFR maturato dal personale dipendente.

Un fondo rischi generico per un evento soltanto possibile non va trattato allo stesso modo. Per l’ETS la verifica richiede la contabilità dell’attività interessata, il criterio utilizzato e la documentazione che dimostri l’imputazione dei costi. Il tema si collega alla nostra checklist documentale per gli ETS.

Reverse charge edilizio e ATECO 2025: attenzione al restauro

La risposta sul subappalto edilizio interpreta l’articolo 17, comma 6, lettera a), del DPR 633/1972 in relazione alla nuova classificazione ATECO, operativa dal 1° aprile 2025. Per questa specifica ipotesi l’Agenzia guarda alle attività comprese nella sezione F della classificazione attualmente vigente.

Il restauro degli edifici storici, riclassificato nel codice ATECO 2025 91.30.01 e collocato fuori dalla sezione F, non rientra, secondo la risposta, nel reverse charge previsto dalla lettera a) per il subappalto edilizio. In quella fattispecie valgono quindi le ordinarie regole IVA.

La conclusione non va estesa indiscriminatamente a ogni tipo di inversione contabile: l’articolo 17 contiene altre ipotesi con presupposti distinti. Prima di emettere una fattura occorre identificare prestazione concreta, codice attività, ruolo delle parti e disposizione invocata.

Detrazione IVA differita: quale pro-rata usare

La possibilità di esercitare la detrazione entro il nuovo termine biennale non sposta le condizioni sostanziali del diritto. Nell’esempio discusso a Telefisco, una fattura relativa a un’operazione del 2026, ricevuta nello stesso anno ma registrata nel 2028, resta soggetta al pro-rata di detraibilità del 2026, anno in cui l’imposta è divenuta esigibile, e non a quello del 2028.

La distinzione tra nascita del diritto ed esercizio successivo è già illustrata nella circolare 1/E del 17 gennaio 2018. Per i termini e le fatture a cavallo d’anno puoi leggere la nostra guida alla detrazione IVA 2026.

ContiTu: i carichi esclusi e la nuova dilazione

Un ulteriore chiarimento affronta il contribuente che, dopo aver incluso una cartella nella domanda di rottamazione quinquies, usa ContiTu per proseguire la definizione soltanto per alcuni carichi. Secondo la posizione espressa dall’Amministrazione all’incontro, i carichi così esclusi non sono nuovamente rateizzabili in via ordinaria. La risposta riguarda questa specifica scelta e va distinta dal caso di una cartella originariamente respinta perché non definibile. Abbiamo dedicato un approfondimento separato a ContiTu.

Checklist operativa per imprese e consulenti

  • Studio associato: verificare per ciascun professionista con partita IVA individuale i requisiti di accesso al CPB e la situazione dei debiti definitivi.
  • ETS: ricostruire costi diretti, indiretti e accantonamenti certi, separandoli da fondi rischi meramente prudenziali.
  • Impresa edile: controllare il codice ATECO aggiornato e la reale natura della prestazione prima della fattura in reverse charge.
  • IVA: annotare l’anno di esigibilità e il pro-rata corretto per le fatture registrate in un anno successivo.
  • Rottamazione: controllare gli effetti della scelta dei carichi prima di usare ContiTu.
  • Annotare quale conclusione deriva dalla legge, quale da una circolare e quale dalla risposta resa a Telefisco.

Strumento: trova il controllo documentale prioritario

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Quando richiedere assistenza

Se una delle risposte incide su un’adesione al CPB, sull’inquadramento fiscale di un ETS o sulla fatturazione in subappalto, conviene verificare documenti e periodi interessati prima di prendere decisioni operative. I nostri servizi di gestione contabile e di assistenza tributaria possono supportare la verifica. Richiedi a Fiscoimprese una prima verifica della tua posizione.

Domande frequenti

Telefisco del 24 settembre 2026 ha introdotto nuove leggi?

No. Le risposte esaminate sono chiarimenti interpretativi dell’Agenzia delle Entrate resi su quesiti specifici; le norme richiamate erano già vigenti.

Un debito di un professionista blocca sempre il CPB dello studio?

La risposta riguarda la situazione descritta del professionista con partita IVA individuale, obbligo di adesione congiunta e mancato requisito relativo ai debiti definitivi. Occorre verificare le circostanze di ogni studio.

Ogni accantonamento dell’ETS è un costo effettivo?

No. La risposta distingue oneri certi e quantificabili imputabili all’attività da fondi per passività meramente potenziali o probabili.

Il restauro non applica mai il reverse charge?

La risposta si riferisce alla specifica ipotesi dell’articolo 17, comma 6, lettera a), relativa al subappalto edilizio. Altre ipotesi richiedono verifiche autonome.

Fonti normative e prassi